la buona ,vecchia burocrazia…

Zoe da piccina

Forse arrivo tardi, forse, per una serie di concomitanze non ho avuto modo di rendermene conto solo adesso. Forse perchè ho avuto la fortuna di non aver bisogno per il mio cane di nessuna medicina in questi ultimi mesi. Ho scoperto in questi giorni e oggi ho avuto la conferma diretta dalla veterinaria curante di Mou che il mostro della stupida burocrazia è ancora vivo e prolifico. Già le medicine e le prestazioni per gli animali d’affezione ( i nostri cani, gatti, ecc.) sono tassate come se fossero generi d’acquisto qualsiasi , quindi al 22% e non con tassazione ridotta come gli esseri umani, e questo è già ignobile… Pensate a quante persone sole e anziane hanno come unica compagnia un cagnolino o dei gatti ed un salasso del genere fanno spesso fatica a sopportarlo.
Una bestiola, purtroppo capita, può stare male e a meno di un veterinario di buon cuore, una visita o una piccola operazione costano e non poco e sono tassate al 22%. Poi se deve seguire una terapia, spesso scatta il dramma: molte persone non possono permettersi le medicine per le cure in questione ed è vergognoso che nessuna autorità intervenga per cambiare questa situazione. Ma ora hanno pensato bene di complicare ulteriormente le cose. Veterinari e farmacisti mi hanno detto che da aprile di quest’anno, per qualsiasi medicina di uso veterinario, anche il semplice antiparassitario o le pastiglie che si danno mensilmente per la filaria o la leishmania, occorre la ricetta elettronica… Che si ottiene andando dal veterinario con il codice fiscale (proprio) e il numero di microchip (del cane) e ogni volta, OGNI VOLTA, farsi rilasciare una una ricetta in cartaceo. Ma non era elettronica? E la presa in giro, o l’ignoranza della cosa, è che questa procedura è stata fatta per verificare e quantificare gli antibiotici che vengono dati agli animali da consumo (lo so che è brutta la definizione): mucche, ovini, suini ecc. Ma non ha senso per quelli d’affezione. O chi ha scritto la legge ha pessime abitudini alimentari o semplicemente, come purtroppo ci si rende conto sempre più spesso, lo ha fatto in modo superficiale provocando un probabile danno molto peggiore della cura.
Le persone non in grado non cureranno più i loro animali con le conseguenze facilmente immaginabili.

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