ruotiamo la routine

Mou e Sky
Mou e Sky

La mia fonte d’ispirazione (e di espirazione, per fortuna…) accesa e in base a cosa mi propone verranno idee… Per chi non ha letto altri post di questo blog, la suddetta fonte è un vecchissimo iPod da 100 Giga , stracarico di musica mia e di mia figlia montato su una cassa JBL . Accendo l’alimentazione, schiaccio il pulsante random e si parte: la coda di un disco della Love Unlimited Orchestra , quella di Barry White comincia per poi passare a Love’s Theme: ottimo.
Oggi caldo da Lucifero, la nuova altissima pressione africana che sta massacrando tutta l’area mediterranea, quindi le mie pale da soffitto fanno il loro, appena appena. Direte è un post o un meteo? No, sto girando attorno all’argomento che è comunque verte sul tema della fine del lavoro per Sky ( per lo meno, da dipendente, poi si vedrà..) e sul che cosa fare da pensionato. Neanche a fare apposta il cantiere di fianco a casa mia è praticamente terminato e quindi anche l’attività di umarell risulta difficoltosa. La cagnolotta 2, Sky, si è quasi perfettamente integrata sia con la famiglia che con il fratellone Mou, che dotato di una pazienza da Giobbe, le lascia fare e disfare quello che vuole, facendosi rubare cucce, divani, tappetini e quant’altro. Quindi anche da questo punto di vista l’attività è entrata in piena routine… E allora? Allora si deve accendere la lampadina, l’idea deve venir fuori. Potrei tirar fuori dalla custodia che è ancora intonsa, il drone che mi ha regalato a Natale mia figlia e che non ho ancora avuto il coraggio di provare e vedere se sono in grado almeno di farlo partire. Oppure tirar fuori la telecamera pro (frutto di trattative serrate su Ebay) e giocarci un pò. Ora l’Ipod ha tirato fuori un Grease che mi ricorda più che altro i villaggi turistici, che nei programmi di animazione mettono quasi sempre nel repertorio Olivia Newton John e John Travolta nel film icona degli anni’70, quasi ’80.
Finite le Olimpiadi, con l’arrivo in aeroporto di Jacobs, vediamo cosa tireranno fuori dal cilindro le televisioni. Un tempo, prima del balzo tecnologico in avanti dei mille canali satellitari, l’estate era il momento dei repliconi, del meglio di, delle varie “issima”. Programmi che quando facevo ancora l’assistente alla regia, smontavamo e rimontavamo con qualche fegatello per cucirli insieme e dare una certa impressione di novità. Poi capitavano (raramente), programmi nuovi legati ad eventi che costringevano gli autori a fare qualcosa di nuovo. E qui mi viene in mente Emilio’90, in coda al meraviglioso Emilio, sulla falsariga di quest’ultimo che raccontava a modo suo i mondiali di Italia’90, con quasi tutti i protagonisti della redazione più comica della tv.
Mi rendo conto di avere parlato di tutto e di niente… Prometto che la prossima sarà densissima di contenuti

Giancarlo Fercioni

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