Tutti gli articoli di Giancarlo

Milanese di origini Tosco-Emiliane, Regista Televisivo ex Radiofonico, Copy e Grafico nonché felice padre di famiglia.

Voce del verbo zanzare

Inteso in milanese o lombardo, potrebbe significare “rubare”, ma nel mio caso intendo proprio quel piccolo insetto utile solo a creare prurito e certe volte a passare malattie non certo piacevoli. Perchè questo tema? Perchè ne sono vittima. perchè se assisto ad un concerto insieme ad altri 100.000 la prima puntura la prendo io! Mi presento: sono il miglior radiofaro per zanzare del lombardo-veneto. Vi lascio immaginare durante le quotidiane passeggiate con i miei cani al parco quale sia l’esito finale. Tutto il prurito minuto per minuto o l’uomo cottola…
Tema leggero oggi? Chiamatelo leggero… Intanto pensate al bene che faccio al resto del mondo attirandole su di me… Potremmo stabilire delle tariffe: per esempio se avete in programma una serata con amici in giardino e non volete attaccare quegli antipatici friggizanzare che continuano a sfrigolare per ogni vittima, mi invitate e risolvete il problema alla radice.
Ma nel frattempo tra una puntura e l’altra come va questa tarda primavera (con temperature più che estive)? Sudatamente bene, tra una rimpatriata e l’altra. Già con quelle scolastiche ho vanificato una buona parte della dieta di questi mesi. Poi cominceremo con quelle ex lavorative e faremo ulteriori danni. A proposito: di danni in quel senso né abbiamo già fatti con quella settimana all’Isola D’Elba dove abbiamo battezzato i migliori ristoranti segnalatici da mia figlia e genero. Il bello è che nonostante l’hotel in versione B&B dove speravamo di scampare i super buffet degli all inclusive, abbiamo fatto danni altrove. Anzi, abbiamo fatto molti più danni, senza dubbio. Ora , in versione casalinga e sudata, speriamo di ricuperare il malmesso… ma ve lo saprò dire tra un pò.

UN GIORNO SARA’ VERO?

… va bene sostituire il posto, ma il concetto rimane!

Potrebbe bastare la fotografia per raccontare questo post… Ma siccome sono un grafomane logorroico ci piazzo anche qualche centinaio di parole appresso. Trent’anni fa per l’ultima volta facevo vacanza. in quel dell’Isola d’Elba, mia alma mater. Prima ancora, da quando bimbo di pochissimi anni venivo portato dai nonni e poi da mamma e papà in quel di Portoferraio e dintorni. Successivamente terra di prime conquiste sentimentali e non, adolescente campeggiatore e poi da campeggiatore fidanzato. Da giovane padre, dicevo, l’ultima volta ancora in tempi di lira. Lo ricordo per il conto esorbitante dell’Hotel che fece pagare una bimba di un anno e spiccioli come un adulto. In privato sono disponibile a dirvi il nome dell’Hotel in modo da evitarlo… Qui potremmo uscire dal seminato argomentando sul turismo all’italiana dove nella maggioranza dei posti i bambini non hanno trattamenti di favore ma non vuole essere il tema del post… Ne scriveremo magari in un altro momento. Com’era prevedibile in trent’anni di cambiamenti ce ne sono stati, nel bene e nel meno bene. La bellezza dei luoghi fortunatamente è rimasta e in primavera avanzata è ulteriormente messa in risalto da una natura quasi lussureggiante: pini marittimi, lecci, sugheri, ginestre in fiore, fiordalisi, gelsomini, fichi d’india e via ombreggiando e profumando. In compenso l’uomo è riuscito a far danno anche se non in tutti i posti. Per esempio Porto Azzurro è diventata un gioiellino, migliorata molto pur mantenendo la sua immagine simile al passato. Cosa che non son riusciti a fare purtroppo a Capoliveri, che era il posto degli artisti e dove era divertentissimo far notte nelle taverne nei dintorni della piazzetta. Ora la piazza è tappezzata di dehors di baretti, il disordine e la sporcizia sui tetti e su molte strade è quasi la regola ed è diventato il punto di partenza delle tante cale e spiaggette che circondano il paese. Peccato. I panorami rimangono meravigliosi, le strade in continuo rifacimento ma divertentissime per chi ama la guida sia delle auto che delle moto. Poi ci sono i coraggiosissimi cicloturisti che alternano salite massacranti a discese dove i freni devono essere ben regolati! A questi ultimi si sono aggiunti i nordic walkers, i camminatori bacchettedotati che incuranti delle temperature, si fanno chilometri e chilometri in giro per l’isola. Poi il cibo che è in grado di soddisfare tutti i palati… insomma: i motivi per condividere la scritta sulla foto di testa direi che ci sono…

Bye

Piano, pianissimo… anzi immobile

Che sia un miglioramento? Un post a meno di un mese dal precedente? Che sia un’esagerazione? Saranno le condizioni meteo, dopo più di tre mesi di siccità evidentemente non solo meteorologica ma anche verbale ( o verbosa?)…
Di cose da dire, se vogliamo ce ne sono. Unica cosa , bisogna fare attenzione a toccare gli argomenti nel modo giusto, visto che il web è pieno di permalosi e l’offesa è lì dietro l’angolo…
Un argomento che sto vivendo in pieno è quello delle decisioni da prendere, che, non sembra, ma da pensionato si affollano più di quando non lo ero. Prima avevo delle cose da fare, sapevo il quando e il come, il perchè era lo stipendio, il dove cambiava di volta in volta.
Adesso posso scegliere: mettermi a suonare il pianoforte, giocare a golf, distruggere i mobili e portarli in discarica in attesa del nuovo progetto dell’architetto, scrivere questi blog, indossare l’Oculus e farmi un giro nel Metaverso oltre che fare qualche chilometro nel mondo reale a piedi insieme a Mou e Sky i miei due quattrozampe…
Di scelte ce ne sono da prendere: poi c’è dietro l’angolo, maledetta, la pigrizia che ti dice “Dai dopo. Fatti un riposino prima, tempo ce n’è. Che fretta hai… ” Così posticipi le attività e le giornate passano. Appena andato in pensione, credevo ancora alle promesse e pensavo che avrei fatto ancora qualche lavoro nell’ambiente che conosco meglio: la tv e il basket.
Dopo qualche mese, ho accantonato queste ultime, visto che in entrambe ci sono dei discreti paletti, forse anche giustificati dal fatto che come tutti i pensionati sono miliardario e non è giusto che oltre ai soldoni che mamma INPS elargisce me ne arrivino altri… E con questo mi sono giocato gli amici ancora in attività. Scherzo, in realtà aspetto ancora… e ho una sacca con legni e ferri che aspetta, un armadio con un cassettone e un tavolo da fare a pezzi, tanti tasti bianchi e neri che mi guardano e una partita su Oculus che ho interrotto per scrivere queste note.

Lo sfasciatore

sfasciando, sfasciando

Un mese dall’ultimo post… Non è che ci sia da vantarsene ma a volte capita. Capita che o ci siano tante cose che girano in testa e non trovi il momento di metterle in ordine, oppure che l’umore sia talmente storto da impedirti anche solo l’idea di metterti davanti alla tastiera del computer e schiacciare quegli accidenti di tasti. La rabbia è che nella mia testa di cose da raccontare, mettere in fila e aspettare delle vostre opinioni ce ne sono a bizzeffe, ma, come ho scritto, a volte la strada è piena di ostacoli e paletti vari.
Quindi l’idea migliore è fare come ho fatto oggi, approfittando di una giornata che teoricamente è già piena di impegni, mi sono seduto davanti al computer e ho aperto le mie due fonti di ispirazione: la Library delle foto e il mio vecchio iPod nella funzione random della musica… Risultato? Il Cucciolo Alfredo di Dalla e una delle ultime foto dei lavori di smantellamento dei mobili lasciati dalle inquiline nella casa di mia mamma… Dolcezza e rabbia incanalata nel mancato rispetto delle cose altrui: non so come sia possibile esserne così privi . Sarà che è anche la casa dove è vissuta fino alla fine mia madre e questo fa ancora più rabbia, vederla lasciata sporca , trasandata … Evabbè
scriviamo d’altro… Facciamo finta che tutto vada bene, che non ci sia una guerra non molto lontano, che non ci sia un’epidemia in tutto il mondo che ha fatto milioni di vittime, che questo mondo non sia inquinato e che gli unici problemi siano quelli delle squadre per le quali tifiamo e non altro… Così sarebbe facile, vero? Non mi sarei mai immaginato che una volta in pensione, non avendo più i problemi quotidiani dati dal lavoro e tutto quello che c’è di contorno, si sarebbe diradata la nebbia mettendo in evidenza non i cantieri da umarell ma tutto quello che c’è intorno. Il lato positivo è quello che avevo visto evidenziato da una serie televisiva dove due fratelli, si occupano di trovare e ristrutturare case: cioè il potere taumaturgico dello sfasciare cose che non ti piacciono, nel mio caso vecchi mobili sporchi e rotti. Poi ci sarà il momento costruttivo, il progetto, la scelta e poi la ristrutturazione. Speriamo che questo valga anche per la vecchia Europa e per la salute mondiale… oltre che per casa!

ARG…

Mondo Palla

Arg. Come argomentando, o come arguzia, oppure argento o semplicemente AAArrrghh!
Oggi è il giorno dopo gli Oscar, dopo il ceffone allungato da Will Smith allo stand up comedian di turno Chris Rock, cosa per la quale verrà ricordata questa edizione e poco altro, tipo la mancata presenza del PresidentAttore Ucraino Zelensky… E già qui stendiamo un velo impietoso su tutto ciò.
Come sul disastro che sta avvenendo nell’ex Russia Bianca dove tanta gente ci lascia quotidianamente la pelle senza alcun motivo e quelli che invece sarebbe meglio sparissero dalla faccia della terra continuano a far danno.
Oppure, molto più nel mio piccolo, dove vorrei vivere la mia pensione sentendomi realizzato e sereno e non riesco a farlo . Manca il come e il dove. Questo succede a fidarmi delle persone e delle loro parole…
Lo so, mai fidarsi, ma è la storia della mia vita. Siccome ho la tendenza a comportarmi in modo speculare col prossimo, cioè se uno è gentile io non riesco ad essere maleducato, faccio così anche quando mi blandiscono con promesse attendibili. Che poi regolarmente non vengono mantenute.
Cosa ci vuoi fare? O vai in giro con un ferro 9 (va bene anche un PW) e usi quelle persone come palline da golf, o vai a giocare a golf veramente e magari ti passa…

Sgicottando un poco…

Re di Cani

Guardo la tastiera con la speranza che vengano fuori le parole, come per magia, ma evidentemente non sono un bravo mago… In realtà ci sono tanti temi di cui si può scrivere, però la banalità è sempre dietro l’angolo, come tanti degli agguati che si propongono molto spesso sia quando si parla che quando si scrive. Quindi preferisco pensare bene prima di affrontare un argomento. A meno che sia così impellente da venir fuori di getto, come quando lavoravo in radio, dove il filo delle denunce a volte veniva oltrepassato, ma visto che queste cose venivano dette a volte prima dell’alba (facevo, come si può capire, spesso l’apertura dei programmi), mi è sempre andata bene.
Non ho ancora scritto la mia versione da esperto di guerra, ancorché virologo o esperto di politica interna: tutti argomenti di cui ho il medesimo livello di conoscenza e comprensione, cioè vicino allo 0 assoluto.
Diciamo che questi tre argomenti hanno tutti la stessa matrice comune: la paura!
Nel primo caso la paura è che qualcuno schiacci il pulsante sbagliato e faccia partire qualcosa che non voglio nemmeno nominare.
Nel secondo , dopo aver perso mio fratello per questa maledetta pandemia, la paura è ovvia compagna di questo periodo, per tutti i miei cari.
Nel terzo la paura è che dopo aver avuto generazioni di governanti che hanno spesso pensato solo alle loro tasche, ora ce ne siano di quelli che non pensano proprio e fanno le cose così a rampazzo, bruciando anche quelle ultime possibilità generate da una buona figura a livello europeo.
Le soluzioni che propongo? Beh, vi invito a leggere la bibliografia di Philip K. Dick dove tra i tanti romanzi e racconti brevi, ce ne sono diversi che trattano (guarda caso…) tutte e tre le casistiche e, data l’intelligenza a volte un pò stravolta dell’autore, ma sempre acuta e centrata, dava le soluzioni anche se purtroppo, nel caso della brutta abitudine degli umani a risolvere le cose con le armi, interveniva un Deus Ex-Machinae a risolvere la questione. Frase troppo lunga? Avete ragione. Il mio insegnante di lettere mi sottolineava sempre le frasi dove abusavo delle secondarie e degli incisi. Adesso mi capita , per evitare di cascarci, di chiudere i periodi troppo presto… Forse perchè le parole mi tengono compagnia e mentre scrivo un periodo” tassativo”, mi rendo conto che così non è sempre e quindi parte l’eccezione.
Come va da pensionato? Insomma, forse non mi rendo ancora conto di come possa essere e quindi spreco un sacco di tempo, ma sto studiando per migliorare e fare qualcosa che dia un senso a tutto ciò.

Confusione


No, non è il solito verso tratto da Epitaph dei King Crimson… E’ proprio la tradizionale confusione, quella che quando abbiamo le migliori intenzioni di fare qualcosa, si intrufola nella testa rimescolando il tutto e facendoti passare la voglia … Il perché è sconosciuto, se no sarebbe troppo facile e bello da affrontare. Stanchezza, stress, pigrizia o tutte e tre chi lo sa! Poi per sviare la maledetta ti concentri su qualcosa che non ti costringe al ragionamento, una di quelle cose che facciamo meccanicamente e quindi prendiamo in mano lo smartphone … Giusto per fare qualche danno in piú apriamo un gioco, e questo è il male minore… Se invece andiamo sull’e-commerce , lì possiamo fare guai veri, perché il migliore antidepressivo ( cioccolato a parte) è comprare qualcosa, possibilmente inutile ma che ci piace tanto. Un pò come i giocattoli a Natale quando eravamo bambini, durata : forse fino a S.Stefano , a volte meno. Il desiderio è la base di tutto: raggiunto l’oggetto desiderato, si passa al desiderio successivo . E la confusione? Aumenta!

Cosa vuoi che succeda peggio della pandemia?

Potrebbe piovere… (Cit. Frankenstein Jr.)
Oppure potrebbe scoppiare una guerra in Europa, ma si può?
So che ci saranno diverse persone che non leggeranno più questo blog, ma avere un’opinione per adesso non è ancora vietato…
Ho un’età che non mi fa spaventare più di tanto, anche se una guerra è comunque una brutta roba, sempre e comunque. Mi preoccupo, come è logico che sia per le nuove generazioni, per mia figlia e per i figli di tutti che dovranno affrontare l’ennesimo regime aggressivo e chi lo sostiene.
Mi preoccupa avere anche tra gli amici persone che giustificano un’azione di questo genere, quasi di stampo hitleriano. Attaccare per difendersi è una vecchia e abusata formula per farsi i propri affari alla faccia degli altri, e se a farne uso è uno dei capi di governo più potenti al mondo e propriamente non uno stinco di santo visto il suo passato, Huston, abbiamo un problema… e grosso.
Anche perchè non puoi far finta di niente come ipocritamente facciamo nei confronti dei tanti scenari di guerra che accadono in tutta la terra… Qui hanno attaccato nella nostra cara, vecchia (e soprattutto vicina) Europa. Si è vero, non molto tempo fa l’avevamo dall’altra parte dell’Adriatico, ma, mi perdonino gli amici jugoslavi, gli interessi in gioco erano molto minori. Al di là della geopolitica c’era poco altro: qui parliamo di un paese con la superficie grande il doppio di quella italiana, con un Pil di 155 miliardi di dollari e con una posizione più che strategica, che fa gola a Oriente e Occidente.

SOGNO O SON PESTO?

La piramide di Monza

No, non ho sbagliato a scrivere o a fare del facile umorismo tramite calembours, è che in questo periodo sto facendo sogni molto vividi. Vividi al punto che la realtà è molto più confusa, quasi che fosse lei il sogno e non viceversa. Sarà che due anni e rotti fa, chi lo avrebbe detto che avremmo smesso di vedere persone, di fare le cose che facevamo abitualmente, di vivere distanti anziché il contrario. Quindi quando nei sogni oltre a succedere cose che sicuramente sono poco attendibili, ne capitano altre che potrebbero essere considerate normalissime ( in tempi pre-Covid), ecco che quando ti svegli e ti trovi a bardarti con protezioni varie, a far mente locale dei distanziamenti, dei pass, del fatto che quel bastardo di virus è ancora in girus, ti viene voglia di ristenderti da qualche parte e riaddormentarti.
Aggiungiamo poi che il ritmo della vita cambia proprio. Che prima , quando avevi bisogno di decantare rabbia, delusione e tutte le chiavi negative che si propongono normalmente nella vita di ognuno di noi, uscivi, andavi a fare qualcosa che smontasse il castello di arrabbiature e problemi che si erano accatastati per poi tornare a casa in condizioni passabili. Ora non è più così. Ora t’innervosisci e non hai più scuse per uscire, oppure non vai più al lavoro o per smart working o per altri motivi e anche quella valvola di sfogo manca. Non è il mio caso ma questo vale per i ragazzi: ai nostri tempi ci avessero detto della Didattica a distanza, i primi tempi avremmo stappato delle bottiglie per festeggiare… i primi giorni. Poi anche noi saremmo andati in crisi, non tanto per lo studio perchè chi vuole studiare studia e chi non vuole farlo non lo fa esattamente come prima. Ma perchè la ragazzina del terzo banco come fai a riaccompagnarla a casa, la partita con gli amici come l’organizzi, la biliardata durante le occupazioni scolastiche chi la fa, insomma tutte le cose che facevi con gli amici/compagni di scuola, come le fai? Poi, nello specifico, se durante questi giorni di quasi lockdown vai in pensione e non vedi più neanche i colleghi di lavoro oltre a non lavorare più, come la mettiamo. Conosco gente (tanta, ma proprio tanta) che alla parola pensione ti dice “… che c… fortuna” , e anch’io qualche anno fa me lo sarei detto ( anche se la Sig.ra Fornero o chi per lei avesse fatto altro nella vita non mi sarebbe dispiaciuto)… Ma in un periodo come questo, dove la cosa che cerchi di più è il contatto con il mondo, ma non si può, dov’è la fortuna. Ben venga il sogno..

Giancarlo Fercioni

Adesso c’è un motivo in più…

Il Lambro all’altezza del “Port de Peder”

Oggi siamo pratici, basta pippe social, parliamo di quello che è più importante: l’aria che respiriamo.
Chi vive come me in una delle tante città della Valpadana ha già capito… In questi giorni la mascherina non è solo per il maledetto virus, ma soprattutto per respirare un pò meglio (o meno peggio, come preferite…).
Non riesco a capire per esempio i runners in questi giorni. O meglio: li capisco nella loro volontà di fare una sana corsa, stare in forma, tenere il proprio fisico nel migliore dei modi. Ma proprio per questo non li capisco ora: mi sembra di essere tornato ai tempi di quand’ero giovane che abitavo nel centro di Milano e le case erano annerite dallo smog, generato, allora si, dagli scarichi dei veicoli a motore e come adesso, dai vari riscaldamenti molto eterogenei. Allora c’erano ancora riscaldamenti con stufe che funzionavano a carbone e legna, riscaldamenti centralizzati che bruciavano la qualsiasi, case con camini usati anche per riscaldare e non parliamo poi delle fabbriche che ancora sopravvivevano all’interno della città. La cosa buona di allora era che il clima non era ancora compromesso e a Milano, d’inverno, ogni tanto si alzava un vento che secondo le tradizioni durava tre giorni e ripuliva un pò l’aria, aiutato da pioggia e neve che erano molto più frequenti di ora. Oggi, si alternano periodi siccitosi in cui l’aria non gira, l’inquinamento stagna e i polmoni già provati da tante cose ci mettono poco a rovinarsi. Pensiamoci su…