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tanto in poco tempo

Tableau de Marriage di Martina

Se il matrimonio della propria unica figlia, il passaggio ufficiale dallo stato di regista a quello di pensionato (o meglio: libero pensionista) e il prossimo di quello di mia moglie a distanza di un mese non è tanto, non so cosa possa essere definito tale…
Un matrimonio meraviglioso, in cui il testo che avete letto nel post precedente è stato rispettato molto a spanne ( emozione e memoria scarsa hanno fatto questo…) nel discorso che ha introdotto la cerimonia. Tutto fatto con il filo conduttore dei quattro zampe : veri, perchè Olivia e Spike hanno accompagnato lo sposo e Mou ha portato le fedi.
E virtuali perché tutti gli addobbi e ogni tavolo era dedicato ad un trovatello, tutti ospitati dai ragazzi della Green House a Usmate
( greenhouseanimalienatura@outlook.it ). Speriamo che qualcuno si sia innamorato di uno dei tanti cagnolotti con tanto di QR Code per i dati di ognuno di loro…
Inoltre tutto illustrato magnificamente da @studiolime_wedding che ha creato Tableau de marriage e bomboniere. Scusate. Non volevo fare uno spot pubblicitario ma per rendere indimenticabile il matrimonio di Martina hanno collaborato in tanti. Torniamo al Topic del Blog..
Andiamo a parlare del Fercioni umarell, che ufficialmente ha ricevuto la comunicazione dall’Umarell Institute che mi manterrà spero per un bel pò di tempo ancora… Adesso bisogna darsi da fare per dare un senso a tutto ciò: organizzare il tempo, le cose da fare ( e non fare), vedere se come mi dicono gli ex colleghi che sono umarellati prima di me è veramente una vita nuova.
La stessa cosa , un mese dopo, a mia moglie Nadia, ora alle prese con la fase di “smontaggio” di tutti quegli accessori che accompagnano ogni lavoratore che diventa ex…

SLOWLY

Sky abbreviazione di Skarlighina

Bisogna ricominciare piano, veramente piano. Sopratutto quando si sta per affrontare un periodo nuovo, forzatamente nuovo. E non è detto che sia per forza bello in tutto e per tutto…

Tra le poche righe precedenti e queste, sono passati più di un mese e mezzo… più slowly di così! In questo periodo , sempre con rischio Covid 19, sono accadute diverse : ho avuto la notizia di essere praticamente già pensionato e non isopensionato, e di conseguenza sono immerso nelle scartoffie che una situazione del genere provoca. Poi , di conseguenza c’è ogni tipo di emozione annessa e connessa. Il sapere di poterti gestire il tempo come vuoi (compatibilmente con impegni familiari) fa a sportellate con il fatto di abbandonare il luogo dove da trent’anni lavoro continuativamente. E non è un conflitto da poco… Poi c’è il pensiero di come impegnare il tempo, visto che la pensione sarà dignitosa ma sicuramente non consentirà di farsi mesi di vacanze alle Maldive o simili. E poi c’è la mezza (forse più che mezza) idea di rimanere nei dintorni del mio lavoro precedente, magari da collaboratore e qui scatta la vexata quaestio: come fare, in che modo, con quale formula fiscale? E allora chiedi a destra e a manca, il che provoca un groviglio di domande senza risposte precise… A stare fermo rischio la letargia: sto passando più tempo sul divano (anche grazie alle Olimpiadi) che i miei cani.
Ding! I miei cani? Ma non era uno? Mou? Nel periodo di astinenza da Blog è successo anche questo: mi sono deciso ad andare presso un rifugio e, dopo un mese abbondante di affiancamento, portarmi a casa una meravigliosa cagnolotta di quattro anni, simil lupetta di nome Sky.
Eh che fantasia nel nome… No, era già il suo, e l’ho preso per un segno del destino… Paurosissima, ma poco alla volta stiamo facendole passare una paura alla volta. Siamo già a buon punto perchè si è impossessata di quasi tutti i posticini di Mou, il quale sta dimostrando una pazienza totale con la nuova arrivata.

Giancarlo Fercioni
(tra poco ex) Regista Sky

ALTRA MUSICA

Sky che si nasconde accuratamente….

Come al solito, quando mi rimetto alla tastiera, lo faccio con un sottofondo musicale di qualche genere, nella maggioranza dei casi con musica da “Boomer” : in questo momento è Annie Lennox ma il sistema di ricerca è quello random, quindi può capitare che subito dopo ci sia un pezzo prog o becero pop… Che poi becero non è sempre, perchè queste playlist sono mie, quindi i miei gusti magari sono un pò datati ma sempre miei sono… Mi sono ripreso un poco ( se ci si può riprendere da una perdita come quella capitata alla mia famiglia), e un pò come terapia e un poco come voglia di riguardarmi in giro ricomincio a scrivere, sperando che qualche amico sia rimasto tra i blogfriends. La giornata è bella, anche se come tutte quelle di questa maledetta pandemia, è uguale a se stessa e tutte quelle che la hanno preceduta. La novità è questa cagnolina che stiamo cercando di affiancare a Mou, vissuta per tre anni in una gabbia di un canile lager del meridione e quindi particolarmente spaventata da tutto e da tutti, cani a parte per fortuna… E’ particolarmente bello vedere i progressi, poco alla volta: la fiducia che pian pianino riemerge, tra uno spavento e l’altro. Gli sguardi che cominciano a cercarti perchè capisce che qui ci sono amici e può trovare aiuto. Lei cerca affetto e noi cerchiamo lei, e da lei abbiamo bisogno anche noi di supporto…
Da sempre il rapporto uomo/cane è sempre stato di mutuo aiuto: dalla preistoria sino ad oggi loro ci hanno dato tutto quello che potevano darci e chiedendo in cambio veramente poco, e molti uomini non hanno dato loro neanche quel poco.

ATD 2

..Proseguiamo, cercando di non modificare il testo originale, anche perchè se la storia è di fantasia, i personaggi sono quasi veri…

Sia quel che sia, più avanti mi venne spiegato dal responsabile dell’ufficio personale intertemporale, il Dottor Meco (o Stica, non ricordo bene), che rientravo in un programma di integrazione del personale dovuta a carenza di personale volontario. Allora e adesso potrebbe sembrare una cosa inverosimile, vista la situazione attuale e di allora, ma il servizio lavorativo sarebbe diventato obbligatorio, visto che grazie ad alcune risorse naturali divenute essenziali l’Italia era diventata in assoluto il paese con meno problemi al punto di non avere più bisogno di lavoratori. Può sembrare un paradosso , ma tutto, proprio tutto veniva dall’estero. Tutto, anche i servizi assistenziali: dagli ospedali, fatti funzionare da personale svizzero, più a buon mercato e disponibile nei confronti degli italiani, alle chiese servite mirabilmente da un clero russo e cinese.
Insomma l’italiano aveva un solo grande problema da risolvere, quello del tempo libero, come passarlo e cosa fare per passarlo.
E qui si torna ad un vecchio/nuovo vizio mai passato: la televisione, o meglio la Tri-visione. A questo riguardo la situazione lavorativa si complicava : anche gli ultimi tra i lavoratori stranieri, tipo gli americani o i giapponesi, si rifiutavano di metter mano a telecamere et similia. Non per altro, ma per evitare grane: se si pensa che la teledipendenza era praticamente decuplicata dai miei tempi, si può facilmente immaginare che ogni singola cosa vista in Tri-vi veniva letteralmente sezionata e amplificata da ogni genere di informazione esistente. Avete presente una finta di Maradona nel 1987? Ecco , l’impatto di un programma televisivo nel 2084 sta alla suddetta finta come la cronaca di un incontro aziendale di Polo commentato al dopolavoro della Fiat…
Il rischio per chi si metteva sia dietro che davanti alle telecamere. Inciso: perché Tri-Vi e non Tricamere? Perchè ogni volta che veniva usato questo termine i responsabili dei Service che noleggiavano i mezzi ti mettevano tre telecamere al posto di una per lucrarci su, dicendo che non avevano capito… Riprendo il discorso… il rischio era enorme. Come essere al Colosseo 21 secoli prima, come essere scoperto a “leggere” una copia di Playboy durante un congresso del Woman’s Lib, come cercare di transitare all’ora dell’uscita dei bimbi da un asilo con una macchina in mezzo a quelle delle mamme col Suv.
Da ciò si capisce uno dei motivi per il quale ero stato tempotrasferito 97 anni dopo, visto che nel Network statale nato dalla fusione di “mamma” con “suemittenza” non voleva lavorare volontariamente nessuno come operativo… Certo i funzionari esistevano anche allora, ma quelli chi li ammazza…

ATD

la prima pagina di ATD, anno 1986

-Questo è l’incipit (come dicono quelli bravi…) di uno dei millanta tentativi di libro scritto (ed interrotto) dal sottoscritto. Voglio riproporlo perchè così, con la scusa di trascriverlo, magari mi viene la voglia di terminarlo… mah, vedremo. Intanto queste sono le prime righe:


Chissà come mai, ma quando ci si immagina il viaggio nel futuro ed il futuro stesso, l’idea che ci facciamo è comunque diversa dal presente.
A volte lo immaginiamo peggiore, a volte migliore, ma non passa mai nella mente di nessuno che il futuro può essere decisamente uguale, con piccole sfumature tecnologiche, tipo la televisione in tre dimensioni ( non il 3D decantato nel 2000 e dintorni, che era un semplice effetto ottico di sfasamento delle immagini) al posto delle tradizionali due, fatto comunque compensato da un canone televisivo tre volte più caro di quello dei miei tempi.
Come faccio a parlarne? Semplice, io ci sono stato! Dove? Beh, la domanda esatta è quando, il dove è ininfluente. Anno 2084, grazie ad un nuovo tipo di contratto a t.d. (a tempo determinato, come i contratti che si usavano una volta prima di inventarsi le formule astruse degli anni 2010 in poi…).
Va specificato che questa volta, quando dico a “tempo determinato” lo intendo nel senso letterale del termine: sono stato prelevato nel mio tempo, anno di grazia 1987, dove alla mia non più tenerissima età di 30 anni esercitavo la precaria professione di aiuto regista, e mi è stato “proposto” di lavorare ad una produzione in 3D esattamente 97 ani dopo.
Sul perché proprio io e proprio dalla mia epoca ancora è un mistero. Ad essere sinceri è ancora un mistero su come , anche nel 1987 , venissero fatte le selezioni del personale della mia azienda (a meno che tu fossi l’amico/a di qualche pezzo da novanta o viceversa…).
(…. Continua-1)

VEDIAMO DI ESSERCI

Come tante persone nella vita, si passano periodi differenti: belli, meravigliosi, neutri e purtroppo anche difficili, oltre che brutti.
Una cosa l’ho imparata in questi anni, affrontando gli uni e gli altri: affrontare sempre le cose, con la testa , con la presenza, essendoci. L’ho imparato quando mi è capitato di sentirmi sperduto, quando non mi sembrava di poter fare nulla, perchè quello che era capitato era irrimediabile. Ma ho scoperto che anche l’irrimediabile non è tale.
Certo quando perdi una persona cara, non sai più cosa fare, ti sembra che sia crollato tutto ma non è così. Perchè questa persona ti ha dato tanto, ti ha insegnato nel bene e nel male molto. Le cose che ti ha insegnato sono la sua continuità, e questo rafforza il ricordo… e il ricordo rafforza la sua presenza. Non voglio pensare al dopo, se c’è o non c’è (ovviamente mi auguro di si anche se non so come e in che modo…), ma alla continuità fintanto che siamo da queste parti. E per farlo in modo utile per se stessi e per il prossimo, affetti e non, bisogna esserci, essere presenti.
Non lasciarsi prendere dallo sconforto… qualcosa di positivo c’è comunque, basta guardare bene. Magari nascosto, non così evidente, ma qualcosa di buono c’è. Intanto cerchiamo di vedere il lato buffo, paradossale delle cose. Il mio povero papà me l’ha insegnato e ho sempre cercato di metterlo in pratica, e quasi sempre ci sono riuscito. Osservate bene quello che succede, qualcosa di strano, di incoerente, c’è sempre e se lo guardate dal punto di vista giusto, almeno un sorriso sarà in grado di strapparvelo. Questo poi ve lo farà affrontare correttamente, cosa che vi darà sicuramente maggiori probabilità di risolverlo.
Intendiamoci, non è una formula magica. Non pretendo che “oplà”, modello Mary Poppins, con un poco di zucchero, la medicina va giù…. Ma che, però, guardando bene si possa fare qualcosa di buono, ne sono certissimo. Non sto scrivendo niente di nuovo, sul “sale della vita” se n’è scritto e sdottorato… Ci sarà un motivo, se non sono io ( per citare Mourinho) “l’unico pirla” a fare queste considerazioni. Forse una base c’è.
Ho avuto la fortuna, in una vita che non sempre è stata perfetta, di aver avuto dei genitori meravigliosi finché ci sono stati e di scoprirne quanto lo siano stati quando non ci sono stati più.
Ma non se ne sono mai andati, ho un treno merci di considerazioni, ricordi affettuosi, sgridate costruttive, consigli accantonati e poi ritrovati sui quali stanno comodamente seduti, immagino ancora con quelle maledette sigarette che non sono mai riuscito a far abbandonare… E non solo loro, tanti altri cari con i loro ricordi e suggerimenti che mi accompagnano. Ma non solo io. Tutti.

MI VIENE L’ERNIA…

Il bacio di Klimt by Martina Fercioni

… per lo sforzo di mantenere quello che mi sono imposto quando ho aperto questa pagina blog: non parlare di politica, sopratutto adesso che la politica di politico ha veramente poco. Le ideologie sono morte e sepolte nonostante qualcuno giochi ancora con gli “anti” per motivare la propria posizione, quindi no, non parlerò di niente del genere. Invece racconterò del fatto che mi sono emozionato per l’ennesima volta grazie a mia figlia Martina. Dopo tutti i passi piccoli e grandi che ho seguito della sua vita, ora ce n’è stato un altro: alla fine del ciclo di studi presso la MBA ha lavorato per uno spettacolo dove ha mostrato le sue capacità professionali. La foto è di un suo progetto realizzato per questo spettacolo ed io, da bravo papà , mi sono emozionato. Poi l’ho riguardato anche dal punto di vista professionale e l’ho trovato maledettamente ben fatto… e questo ha accresciuto l’emozione e la soddisfazione. E’ una cosa che cerco sempre di fare: ok le emozioni, ci mancherebbe altro, poi la valutazione professionale emerge e cerca di capire il valore vero , per capire se è giusto, se devo suggerirle qualcosa o no.
Tra questa riga e le precedenti sono passate un paio d’ore e una cena, oltre a leggere qualche social: sono sempre più convinto che questo blog deve rimanere pulito. Anzi, avviso a chi si è registrato (cosa che mi stupisce ancora e che ringrazio comunque molto), per favore , parliamo e scriviamo di tutto fuorché di politica: ne sono disgustato. Io sono cresciuto in un periodo in cui lo scontro ideologico era duro, a volte durissimo, ma onesto. Le discussioni si facevano faccia a faccia, a volte si veniva alle mani, ma non ci si nascondeva dietro una tastiera o uno pseudonimo… Questo è l’ultimo scritto in cui accenno anche alla lontana a polemiche più o meno attuali. Meglio “il Bacio” by Martina…

cose semplici

…ma belle, anzi essenziali.

Come l’amore e la gioia che ti può dare un amico a quattro zampe. Se guardate questa foto non c’è alcun bisogno di spiegazioni. Da quando c’è lui, sono ringiovanito di un bel po’. Non quantifico per motivi di scaramanzia ma i miei over sessanta sono diventati under.
Poi gli acciacchi ci sono, ma anche per quelli l’amicizia diventa un lenitivo molto efficace, oltre a imporre anche il fatto di muoversi che non fa mai male… Non scrivo altro: parla la foto!

POCHE E CONFUSE

Pausa all’ombra…

Questa volta Ipod Inspirator sta sciorinando una serie di pezzi di Annie Lennox con e senza Dave Stewart… dalle ballads al primo electronic rock. Buone Vibrazioni, per citare i Beach Boys…
Ma veniamo a noi, è un incipit mix con un pò di tutto dentro.
Se dovessi seguire i miei pensieri di queste ore sarebbero orientati all’idea che mi balla per la testa da un pò di tempo: quella di affiancare al mio Mou un altro/a cagnolotto/a. Con tutti i problemi che può comportare… Mou ha un carattere meraviglioso con gli umani e i bimbi ma è selettivo con i suoi simili: se maschi in particolare. Quindi sto guardandomi in giro e più ne vedo e più me li porterei tutti a casa, ma con i mille “se” e “ma” del caso. Prima cosa , dovrebbe vedere e di conseguenza scegliere il diretto interessato: le convivenze imposte dalla famiglia non vanno bene per gli umani, figuriamoci per i quattro zampe. Per semplificare la cosa abbiamo fatto, forti della frequentazione assidua tra uomo e cane, alcune categorie per cercare di facilitare la scelta: meglio femmina, le accetta sicuramente di più anche se chirurgicamente inattivo…
Prima indicazione. Seconda: lui da cucciolo trovatello pare sia stato per diverso tempo vicino a setter e per i quali dimostra molta simpatia e quindi potrebbe essere una buona scelta.
Poi comunque occorrerà pazienza, farli stare assieme e vedere, come per le coppie umane, se funziona… Siamo passati a Santana intanto, album Trascendance… Intanto quel genio del mio cane, nel rientrare a casa, prima di passare il cancello, vede dall’altra parte della recinzione un suo “nemico”, un bull-terrier con il quale non va d’accordo: parte abbaiandogli contro senza rendersi conto che c’è un palo della luce vicino e ci sbatte contro con una zampa posteriore. Scena del cane ferito: zoppia, zampa sollevata, faccia contrita… Dopo due minuti davanti alla sua ciotola con la pappa dentro, scordato tutto… Potere taumaturgico delle crocchette.

tocchiamo ferro… tutto bene…

Mou Cucciolo

Uno di quei giorni che ti guardi intorno, cercando di capire da dove arriverà la mazzata, e questa non si palesa. Pensi che, come tradizione vuole, qualche cosa storta debba arrivare, e invece non arriva. Così continui a rimanere sul chi vive e non ti godi la giornata, che per una volta, una delle poche, è tranquilla. Passeggiata a piedi con Mou al Parco, nessun incontro/scontro con altri cagnoni, anzi: un incontro felicissimo con un suo vecchio (è il caso di dirlo perché ha la rispettabile età di 15 anni) amico. Riconosciuto dopo diversi anni di lontananza e affrontato come se fosse ancora cucciolo, in modo affettuosissimo. Giornata né troppo calda e nemmeno fredda, con una lieve brezza a mitigare il tutto. Siamo così prevenuti verso la felicità (o la più possibile serenità) che quando capita, non ce la godiamo. Dovremmo forse affrontare le giornate più serenamente, tanto se ci deve capitare qualcosa, succede anche se stiamo attenti. Quindi perché rovinare quel poco che ci viene dato? Viviamo serenamente. Se c’incazziamo non cambia nulla e perdiamo la lucidità per affrontare correttamente le cose.
Questo è il tipico post che nasce scrivendolo: originariamente avevo in mente di scrivere d’altro, qualcosa ancora pescando nel mio (lungo) passato, poi ho visto questa foto, ho realizzato che la giornata poteva non essere raccontata perché tutto (sinora) è rimasto nella normalità e da qui è nato…

Mou stamattina, al sorgere del sole…