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GELO, GELO, MANCA…

Foglie, foglie mie…

Per qualche minuto mi è venuta la tentazione di trasformare questo blog in un vlog (blog video) , o in un flog (blog fotografico) per evitare che diventi un nlog (un blog di niente…). Poi ascolto un brano musicale, guardo fuori dalla finestra, accarezzo il mio cane, scambio quattro chiacchiere con persone conosciute al parco , vedo cose, ci penso su e a questo punto tutto torna al suo posto.
Non è solo una giornata fredda di dicembre, e nemmeno una giornata vuota.
Perchè solo nell’oretta e mezza passata al parco con Mou, il mio cagnone, ho conosciuto una decina di persone con altrettanti cani e altrettante storie. Anche il trasferimento da casa sino all’ingresso del parco ha una storia: è il primo viaggio che Mou fa sulla nuova macchina, più spaziosa per lui, ultimamente costretto nel piccolo bagagliaio della Smart di prima. Ed è stato particolarmente apprezzato, al punto che ad un certo momento non vedo più la testa , guardo girandomi un attimo e lo vedo sdraiato e rilassato sulla sua copertina con aria soddisfatta. Poi la passeggiata al Parco di Monza, incontrando persone e cani di tutti i generi : da piccolini abbaiosi sulla difensiva a giganteschi simil-maremmani di 75 kg rilassati e rilassanti dove , il mio che normalmente sembra essere un cane di taglia grande, in confronto sembra meno della metà.
Poi, ogni tanto delle vecchie conoscenze con le quali il gioco è parte obbligatoria della passeggiata. Il tutto intervallato dall’attenzione al fatto che non si ingurgiti il letame sparso a piene mani dai contadini.
Avete presente un cane affettuoso che ti si avvicina con tanto di fiatella letamata? E’il lato meno bello di una delle cose più belle del mondo, l’affetto incondizionato che i pelosoni ci donano…
Una nota che sembra un annuncio di Pubblicità Progresso ma che non mi stancherò mai di fare: Il cane non è un oggetto, non è un regalo, è un essere vivente che non può e non deve essere accantonato o abbandonato. Se decidete di condividerne del tempo, sarà un pezzo di vita in comune, e lui(lei) ne sarà un pezzo importante quanto tutti gli altri. E in seconda battuta, se avrete il coraggio (perchè ce ne vuole) di entrare in un canile, sarà un’esperienza importante, vi renderete conto di molte cose…

I-PIOGG

Criptico, come minimo. Forse anche confuso. Sicuramente meteoropatico… Basterebbero queste tre asserzioni per spiegare i perchè ed i percome di un blog che a volte sulle ali dell’entusiazzo (Cit. Bisio) eccede nei post quotidiani , ed in altre brilla per assenza minimo settimanale.
Partiamo dall’ultima che innesca le altre due: I-piogg perchè nel Nord Italia sono mesi che piove (dopo altrettanti di siccità) e nei tempi che passo in casa a tenermi compagnia sono i vari “I”.
iPhone per i contatti con l’esterno: verbali, scritti, disegnati e quant’altro. Poi il mio vetusto ma sempre attivo I-Pod, con oltre 100 giga di musica, prevalentemente la mia con qualche infiltrazione condominiale di mia figlia che skippo all’occorrenza. Poi ultimo ma non ultimo, il mio vecchissimo I-Mac sul quale sto scrivendo ora e, con i suoi 27 pollici, mi consente di non distruggermi gli occhi come sugli smartphone…
Sul fatto di essere sovente confuso, non ci piove (…), perché forse è l’ammasso di dati che viaggiano in questo testone che spingono per uscire e nella calca si mischiano. A riprova di questo basta leggere queste righe dove il dituttounpò è il leit-motiv… e il concetto che recita “tante idee e confuse” è alla base di tutto.
Sul fatto di essere criptico nasce sicuramente dal mio modo di essere. Lo ero quando scrivevo (allora con carta e penna/matita), meno che ventenne, sproloqui e spropositi di ogni genere. Anche poesie.
Parentesi: un giorno che ricupero il coraggio di farlo, le pubblico. Ho continuato a farlo a voce nei miei anni di radio davanti ad un microfono dove assordavo di assurdità chi aveva la voglia ed la pazienza di ascoltarmi alla mattina. Ma mattina proprio mattina… dalle 6 in poi. La mia teoria era di filtrare il meno possibile attraverso il cervello le cose che poi dicevo… Un vero miracolo in più di dieci anni non avere vinto denunce e querele da parte di qualcuno.
Forse sono stato aiutato dal fatto che a quell’ora tutti sono meno ricettivi e colgono le cose nel giusto modo senza badare alla forma “informale”.
Quindi ben venga l’I-Piogg, se rimette in moto le sinapsi.
Ben tornati.

SLALOM SPECIALISSIMO

Compo Famiglia

E’ quello che si deve fare se si vuole evitare di cascare sui massimi sistemi o nelle massime banalità… Nei social da qualche tempo, a parte noi canisti e gattinisti, è quasi impossibile evitare polemiche se non serie di insulti più o meno gratuiti.
Io, nel mio blog, voglio trattare serenamente di mie considerazioni, spesso figlie di situazioni vissute o comunque di cose percepite. Non è detto che siano sempre argomenti facili o sereni… magari! Vorrebbe dire aver vissuto una vita senza alcun spigolo o difficoltà e non penso che esista qualcuno in queste (perfette) situazioni.
Infatti sto cercando di evitare un argomento che mi ronza da qualche giorno nella testa ma non c’è verso di scrollarmelo di dosso: la scomparsa di una persona cara nella vita di ognuno noi.
Mi continua a tornare in mente un pò perchè un mio collega che ha avuto la fortuna di avere entrambi i genitori insieme sino ad un’età dignitosamente avanzata ha perso la madre in un modo inaspettato e violento. Dall’altra parte ci sono io che mio padre l’ho perso quando avevo 22 anni, in quel momento in cui stai uscendo da quel periodo in cui i genitori sembrano un impiccio e tornano ad essere fonte di supporto e consigli. Ed ho visto lo stesso modo di reagire, di affrontare “l’elaborazione del lutto” come si dice adesso… Entrambi facendo un lavoro in cui devi mostrarti ed essere comunicativo, simpatico e apparire sereno. Lui in televisione, io in radio.
Io allora avevo un immagine di simpatico cialtrone, uno di quelli che dalla mattina presto intrattengono e cercano di svegliare le persone in modo che il resto della giornata ( o almeno la prima parte) sia affrontata con il sorriso sulle labbra. Vi lascio facilmente immaginare di quanto sia stato difficile riprendere il lavoro dietro al microfono, eppure, nonostante mi avessero detto di prendermi il tempo che ritenevo necessario, dopo due giorni ero lì a chiacchierare amenamente con il pubblico. Perchè? Perchè quello era l’unico modo di tenere occupata la mente, non pensare al fatto che tornando a casa l’avrei trovata più vuota, ed anche questo mio collega, ha fatto lo stesso. L’età non importa, un pezzo di anima si perde in quel momento e in quel caso bisogna essere tutti Amatore Sciesa .
Tirém Innanz…

tante e ben confuse…

Ora

Normalmente molti di questi post pubblicati su questo Blog nascono da idee e relative associazioni durante passeggiate o mentre la mente vaga per fatti suoi. Il modo migliore per non perderle sarebbe avere la possibilità di annotarle in un modo o nell’altro: un notes, un registratore… o semplicemente una memoria come Dio comanda e non modello pesce rosso. Anche perchè spesso le idee si sovrappongono annullandosi e perdendosi fino a quando non arriva un “gancio”, un qualcosa che ti aiuta a ricuperarle.
Stamattina le sovrapposizioni si sprecano e, come scritto, si annullano. Ricordo che a colpirmi ieri è stato in particolare il concetto di quanto dipendiamo gli uni dagli altri e quando viene a mancare qualcuno vicino in un modo o nell’altro, si spostino tutti gli equilibri. Da questo concetto mi sono spostato sulle mie perdite e su quanto abbiano influito nell’andamento della mia (e dei miei cari, perché è tutto connesso) vita.
Spesso ci lasciamo vivere nell’illusione di una continuità che per forza di cose ad un certo punto s’interrompe e quando questo accade ci stupiamo o quasi ci offendiamo in nome del “..perchè proprio a me, a noi…”. Forse sarebbe meglio riempire nel modo migliore il tempo che viviamo insieme alle persone che fanno parte della nostra esistenza, piuttosto che lamentarsi del quanto è durato. Come è durato è più importante, quanto è stato importante e non quante pagine del calendario.
Attenzione, per non dare l’impressione che sto parlando di cose solo tragiche , sulle durate ed i contenuti mi riferisco anche alle singole esperienze di vita: non cronometriamo, mettiamo dentro ogni secondo qualche cosa, farciamo per benino le nostre esistenze. Così quando ci sarà modo di sedersi e rendicontare il tutto, la bilancia tra il dare e l’avere sarà giustamente in equilibrio.
Vedete? Sono partito con un mix di idee e poi qualcosa è venuto fuori… E’ così che funziona, quando funziona…

MI VIENE L’ERNIA…

Il bacio di Klimt by Martina Fercioni

… per lo sforzo di mantenere quello che mi sono imposto quando ho aperto questa pagina blog: non parlare di politica, sopratutto adesso che la politica di politico ha veramente poco. Le ideologie sono morte e sepolte nonostante qualcuno giochi ancora con gli “anti” per motivare la propria posizione, quindi no, non parlerò di niente del genere. Invece racconterò del fatto che mi sono emozionato per l’ennesima volta grazie a mia figlia Martina. Dopo tutti i passi piccoli e grandi che ho seguito della sua vita, ora ce n’è stato un altro: alla fine del ciclo di studi presso la MBA ha lavorato per uno spettacolo dove ha mostrato le sue capacità professionali. La foto è di un suo progetto realizzato per questo spettacolo ed io, da bravo papà , mi sono emozionato. Poi l’ho riguardato anche dal punto di vista professionale e l’ho trovato maledettamente ben fatto… e questo ha accresciuto l’emozione e la soddisfazione. E’ una cosa che cerco sempre di fare: ok le emozioni, ci mancherebbe altro, poi la valutazione professionale emerge e cerca di capire il valore vero , per capire se è giusto, se devo suggerirle qualcosa o no.
Tra questa riga e le precedenti sono passate un paio d’ore e una cena, oltre a leggere qualche social: sono sempre più convinto che questo blog deve rimanere pulito. Anzi, avviso a chi si è registrato (cosa che mi stupisce ancora e che ringrazio comunque molto), per favore , parliamo e scriviamo di tutto fuorché di politica: ne sono disgustato. Io sono cresciuto in un periodo in cui lo scontro ideologico era duro, a volte durissimo, ma onesto. Le discussioni si facevano faccia a faccia, a volte si veniva alle mani, ma non ci si nascondeva dietro una tastiera o uno pseudonimo… Questo è l’ultimo scritto in cui accenno anche alla lontana a polemiche più o meno attuali. Meglio “il Bacio” by Martina…

HIS MASTER’S VOICE.. Hic es magister loquitor leones

vecchio grammofono tra gli arredi di un hotel…

Altro reperto, delle decine di migliaia di foto scattate in questi anni… Ricordo che questo grammofono era in un ristorante romagnolo, dove campeggiavano, in ogni angolo lasciato libero, grammofoni, vecchie radio, televisori ancora con l’occhio magico, tutti rigorosamente in mobili massicci d’epoca. Perchè questo tema fotografico? Perchè mi rendo conto che visualizza l’idea di comunicazione/condivisione/amplificazione di un blog… Il disco sono le mille idee che passano per la testa scritte/incise, la puntina è il blog scritto e la tromba è il web, dove si possono leggere/ascoltare. Poi se il disco non piace si cambia… Sono giornate strane, forse perchè quando si lavora in orari inconsueti, diventa tutto altrettanto inconsueto e anche le cose che normalmente “passano”, si diventa meno disponibili ad accettarle. Paradossalmente altre, decisamente più strane diventano normali. Poi la comunicazione intensiva di questi tempi dove ti viene detto e scritto tutto e il suo contrario, ti abitua a filtrare di meno le cose, così ti capita di digerire l’indigeribile e poi di fare le pulci a cose minime. Insomma è tutto un “rebelòtt” (dialetto lombardo da termine francese: confusione, trambusto). E questo rebelòtt nel grammofono del Web si moltiplica senza speranza… Perchè nonostante i programmatori e gli smanettoni di professione, non è ancora stato trovato l’algoritmo della verità e spesso vengono passate per vere autentiche bufale. Se poi sommiamo a questo che l’educazione, familiare e scolastica, è peggiorata anche da noi dove c’era prima una maggiore abitudine al ragionamento e alla critica, le cose diventano ancora più difficoltose. La diminuzione di regole e “paletti” se prima ha aumentato le capacità creative di molti, ne ha tolto anche i limiti e la capacità di rispettare il prossimo. Da qui i leoni da tastiera impazzano, nascosti dietro un anonimato preoccupante.
Come vedete oggi si salta di palo in frasca, idee sparse e ben mischiate… Non vi preoccupate, poi passa…

fusse che fusse la vorta ‘bbona?

nuvole?

Cito volentieri Nino Manfredi, un pò perchè ci sono cresciuto con la sua bonaria ironia, il suo grande volto e quella inevitabile simpatia che generava il solo vederlo e un pò perché qui al nord, la pioggia, la invochiamo da mesi in tutti i modi possibili.

Stamattina un’apparizione: nuvole, accompagnate da un altro indizio di pioggia, il suono di auto (o moto) che provano sulla pista dell’Autodromo, pur in assenza di vento… Poi durante la abituale passeggiata con Mou, quell’odore tipico della pioggia che ci ha fatto accorciare il giro trasformandolo in giretto.

Lo so che non sempre quello che scrivo fatica ad essere interessante, ma è un atto di onestà nei confronti di chi legge. Un blog, per me, è un diario quotidiano che, come è quello che viviamo, a volte interessante e molte altre normale, semplice, qualche volta banale.

Potrei tornare a parlare di basket da tifoso, visto che da addetto ai lavori lo sono sempre meno data la carenza di eventi di questo sport nella televisione per la quale lavoro. Le finestre della Nazionale sono terminate, fortunatamente con la qualifica ai Mondiali che si, manderemo in onda ma per ora non si sa con quale formato. Dubito che vedrete un Fel-cio-ni versione esportazione, a meno di un cambio di orientamento editoriale con relativo implemento di budget…

Reduci da una passeggiata contro Torino, con la formula small-ball sempre più convincente, grazie al ritorno dei due lungodegenti Nedovic e Tarczewski e ad un utilizzo più consistente degli italiani spesso panchinati durante la stagione, l’Olimpia si accinge ad affrontare ben altri impegni. Tipo il CSKA a casa loro, impegno da mente sgombra, dove si potranno testare i maroni della squadra, senza aver paura di sbagliare, dove la formula forzatamente usata del quintetto piccolo potrebbe generare quel sassolino che inceppa le macchine altrui. L’importante dovrà essere la continuità nell’intensità, ovvero giocare così per tutto il tempo della partita. Anche per convincersi sempre di più delle proprie possibilità…