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io penso positivo…

così è negativo…

Se voglio fare dello spirito fuori luogo? No, proprio no.
Cerco di esserlo veramente, anche se in questo tempo di Covid diventa poco opportuno l’utilizzo del termine in questione… E proprio perché siamo in questo periodo, che bisogna cercare di superare la depressione che le conseguenze del virus ti impongono. Il Natale ognuno a casa propria, con i propri cari costretti a casa perchè positivi ( questa volta nel senso più conosciuto in questo periodo), la difficoltà nel poter fare tutto quello che si faceva prima e tutte le forzature richieste per battere i pallini verdi con le ventose, obbligano, se vuoi tirartene fuori di essere più positivo e propositivo del solito, anche quando la sensazione che non ci siano motivi per farlo è molto forte.
Il Natale normalmente ti aiutava molto nel ricupero del buon umore: rivedevi persone care, venivano a galla bei ricordi, se c’era della malinconia veniva stemperata dal calore del momento.
Purtroppo a me quest’anno il Natale quarantenato, lontano da mia figlia e famiglia ( e così per tanti contagiati o quasi da Omicron) non ha portato doni se non quelli fisici che senza tutto il resto lasciano molto il tempo che trovano.
Il lato vero delle feste è rimasto negli indirizzi delle singole case, stemperato da connessioni audio/video che però rimangono dei palliativi, poca cosa.
Adesso confidiamo nella Befana , che ci consenta magari di stare più vicini, anche se non sarà facile…

RACCOGLIAMO I PEZZI

Ugo e Martina

Lo devo e lo voglio fare… Anche perchè mio fratello scriveva molto bene e non voglio che questa cosa si perda. Il covid me l’ha portato via ma la sua memoria, le cose che ha fatto, le cose che mi ha detto, tutto quello che nonostante la differenza di età abbiamo fatto insieme devono essere portate avanti, con me. Insieme a me. Ho una foto meravigliosa su questa scrivania : lui che tiene in braccio mia figlia ancora piccina e che racconta una delle caratteristiche di mio fratello, la capacità di amare che spesso nascondeva con un’ironia protettiva. Uno schermo che quando ci mettevamo a ricordare il nostro passato e le nostre cose, cadeva e gli anni di differenza si comprimevano fino ad annullarsi.
Proprio adesso che anch’io mi avvicino alla pensione, a quel periodo che ti dovrebbe consentire di rimettere insieme molti pezzi di vita lasciati per strada, sono costretto a vivere di ricordi perchè lui non c’è più. Anche se sono convinto che in qualche modo c’è ancora, insieme a tutti i miei cari. Raccogliere i pezzi, in questo periodo in cui siamo costretti ad evitarci anziché star vicini, diventa una regola, perché questa maledizione visualizzata come un marzianino verde con le ventose può anche farci molto male , ma non può toglierci la capacità di ricordare. Il calore di un pensiero dolce e affettuoso . I medici gli infermieri che hanno curato Gianugo lo ricordano come una delle persone più gentili e disponibili anche nella malattia e questa deve essere la base da dove ripartire.
Ciao fratellone.

proviamo?

…di queste lune…

Quarantina di quarantena… Fino a poco tempo fa mi facevo vanto di aver ben assimilato la filosofia di mio papà, sempre capace anche nelle situazioni più serie, di coglierne il lato meno severo o evidenziarne uno contraddittorio e buffo. Adesso, sinceramente, sono in difficoltà. Non perchè la situazione sia sempre seria, anzi, di contraddizioni ce n’è anche dove non dovrebbero essercene, ma per la percezione che si ha di un eventuale traguardo di questo dramma. In guerra sai da dove arrivano i proiettili e le bombe e sai che una volta finita è finita (prima della prossima guerra…). In una pandemia, per ora , non si vede questo traguardo, fintanto che da qualche laboratorio salteranno fuori vaccino e cure. E io , da bravo ipocondriaco, moltiplico sintomi e tutto il resto, angosciando anche chi è costretto a condividere quarantena e casa ..
Quindi? Quindi, bisogna rimanere attenti a tutto e a tutti, e cercare di farlo rimanendo sani anche di testa, perchè anche quella se ne va in giro, producendo danni a mò di grandine. Leggo qualcosa? Come le figurine Panini, immediatamente ce l’ho, a volte anche doppia… Sento o vedo qualcosa in tv o sul web? Idem, non mi faccio scappare nulla… Mestiere duro quello di noi ipocondriaci. Il lato buono è che se ne sei cosciente qualche toppa riesci a metterla e quindi ad evitare di finirci dentro mani e piedi, quello cattivo è che è una lotta contro te stesso, e quindi è come giocare a rimpiattino con qualcuno che vede dove ti nascondi…