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X… FACTO!

Il dubbio sul titolo era tra quello che vedete e “detto… Factor”… messo male, dite? Abbastanza… Però la serata è passata volentieri, ma facciamo un paio di passi indietro. Quanti anni sono che Sky si è caricata sulle spalle questa mega produzione? Tanti e da altrettanti che sulla intranet dell’azienda ci sono dei biglietti a disposizione dei dipendenti, ovviamente da vincere mediante qualche gioco. Siccome dove c’è un gioco io ci provo, e , sempre da quei tanti anni che non ho mai vinto un tubo, e siccome sono un Capricorno quindi testardo solo come noi nati a cavallo tra un anno e l’altro siamo, ci riprovo.
Lo faccio distrattamente, pronto all’ennesimo : “… riprova la prossima volta, sarai più fortunato…” . E invece esplode sullo schermo del PC “…hai Vinto..” No dai! Riguardo ed è proprio così, non è uno scherzo.
Da lì comincia la preparazione della serata: ora, prima regola di questi premi è che a usufruirne deve essere per uno dei due biglietti il dipendente in questione. Quindi mandare moglie e figlia è impossibile. Allora aspetto che se la sbrighino tra loro: ovviamente sarebbe stato bello andare con entrambe ma il regolamento non lo prevede.
Alla fine viene Martina , mia figlia. Ritiro i biglietti, andiamo a mangiare insieme e chiacchieriamo come non mi capita da tempo e inizia una serata bellissima, per la compagnia , per avere passato un pò di tempo insieme e per avere condiviso uno spettacolo nello spettacolo. La trasmissione l’abbiamo vista enne volte ma dal vivo è un’altra storia e non perchè c’è la televisione o le canzoni live, cose al quale, visto il lavoro che faccio, sono più che abituato… Ma perchè è entusiasmante la macchina di come è organizzato tutto, la bravura dei macchinisti, di chi prepara ad un metro di chi canta e presenta le scene, facendo apparire e scomparire le cose come per magia. Invece è bravura, professionalità, sincronismi provati tante e tante volte e rendono ancora più entusiasmante lo spettacolo…
Insomma Ok lo spettacolo, ok le canzoni e i cantanti, ma sopratutto ok stare con la propria famiglia e condividere cose che piacciono, insieme.

Tu chiamale se vuoi…

Medaglia d’Oro! Medaglia D’Oro!Medaglia D’Oro….

Dopo tanti giorni nella più piatta delle normalità, ogni tanto si esce dalla routine ed arrivano, come dice il titolo… “emozioni…”.
Lo stesso giorno scopro che potrei andare in pensione anche subito (o quasi…), scopro che anche mia moglie potrebbe farà una cosa simile a breve e nello stesso giorno viene messo in palinsesto su Sky, grazie anche alla mia buona abitudine da accumulatore compulsivo, uno speciale per i vent’anni dell’oro di Parigi della nazionale di basket, dove ho vissuto quell’esperienza molto da vicino, praticamente sempre insieme agli azzurri di allora… Speciale molto ben realizzato da Alessandro Mamoli, ma con tutte le immagini e le emozioni che quelle immagini riportano a galla.
Per me , ancora adesso , nonostante la produzione fosse stata fatta con pochi mezzi a causa dell’acquisizione dell’evento avvenuta a budget chiuso e quindi inventandoci cose e persone per portare a casa la produzione, è una delle cose più importanti della mia vita professionale.
E più commoventi: la sintesi di tutto questo è nell’abbraccio tra Meneghin padre e il figlio Andrea, avvenuto quasi a bocce ferme dopo un contatto durissimo subito da quest’ultimo, negli ultimi istanti della finale Italia Spagna. Era un tripudio di endorfine e lacrime: Flavio Tranquillo con la voce disintegrata dall’emozione, il Coach Peterson anche lui non più nano ghiacciato, ma fuso. Tutto il gruppo di lavoro con un marasma misto di magone e commozione: chi in campo, chi in regia tutti con il classico groppo in gola. Io che cercavo di spiegare al cameraman francese tra una lacrima ed un singhiozzo cosa avevo bisogno che mi inquadrasse e lui che ha fatto finta di capire ma ci ha preso comunque con le immagini.
Un avventura cominciata da Antibes che sembrava doversi bloccare lì per un Carlton Myers a fare da salvatore della Patria che sbaglia l’inverosimile sul finale della partita d’avvio del torneo. In carovana su fino a Le Mans dove a parte Sabonis che ha fatto quel che ha voluto, noi abbiamo trattato le altre squadre come degli escargots, piatto locale: ce li siamo mangiati. E poi Parigi. Dove nelle semifinali abbiamo giocato la vera finale, contro la Yugoslavia, e abbiamo vinto, per fare poi una quasi passerella contro la Spagna. Avventura che ha avuto una coda, quando, molto carinamente, siamo stati invitati alla premiazione ufficiale e lì, hanno premiato anche noi, con una copia (non importa ha lo stesso valore) della medaglia data all’Italia.
Poi, vent’anni dopo, con un montaggio fatto da interviste di questi giorni, immagini ufficiali e quelle ufficiose (girate dal sottoscritto) è nato questo speciale che ha riportato a galla le stesse emozioni di allora. Emozioni? Emozioni.

Viaggiando…

Alta velocità

Poteva anche intitolarsi “corsi e ricorsi”, o “ritorno alle origini”, il contenuto è lo stesso: si parla di situazioni che dopo diverso tempo si ripropongono, più o meno inaspettate. Ho cominciato a lavorare in televisione nella seconda metà degli anni settanta, contemporaneamente alle radio private. E quando scrivo”private”, intendo proprio senza mezzi. Ma con tante iniziative e immaginazione. Adesso, più di quarant’anni dopo e dopo aver frequentato Rai, Mediaset, Telepiù e Sky, mi ritrovo dopo un periodo stanziale negli studi di Rogoredo, a uscire di nuovo in esterna. Boccate d’aria con rimpatriate. Perché mentre io vagavo per i chilometri di corridoi del centro di produzione di Sky, amici/colleghi e colleghi/amici continuavano a vagare invece per Tutta l’Italia e l’Europa ( e oltre…) aumentando esperienza e anni. Poi ci si ritrova ed è come se ci si fosse visti due giorni fa…
Non so se questo trend di esterne continuerà, ma comunque è stato, ed è fieno in cascina. Cioè, qualsiasi esperienza accresce, basta non farsela scivolare sopra.Come diceva la mia maestra delle elementari, Sig.na Fossati:”…quando viaggiate, non andate in una valigia per tornare in un baule…”. Cioè, quale che sia l’esperienza che state vivendo, fatene tesoro, imparate, perché c’è sempre qualcosa da imparare. Persona meravigliosa, come tante tra quelle che ho avuto la fortuna di incontrare.
Oggi l’umorismo non riesce ad emergere. Sarà ancora questa primavera grigia e fredda che non mette nello stato d’animo giusto. Andrà meglio domani…

interconnesso…

Produzione di 14 anni fa…

Non so se sia per pigrizia o per voglia di raccontare qualcosa di più dei fatti miei: oltre al blog che state leggendo, negli anni passati e tuttora, pubblico anche un sito che raccoglie (per ora, poi vedrò di ridisegnarlo con più senso) cose di famiglia e mie. Questo è un estratto di una delle pagine che tratta del mio lavoro, qualche anno fa, il regista televisivo…
da www.fercioni.com

INTEGRAZIONE. Definizione:Completamento di qualche cosa con l’aggiunta di nuovi elementi.

INTEGRAZIONE TELEVISIVA. Definizione: personalizzazione con l’aggiunta di contributi, interviste e immagini più mirate, di un prodotto già esistente. Realtà: spesso aggiunta dei soli “faccioni” di giornalisti, oltre all’inserimento random di immagini di giocatori, allenatori e illustri sconosciuti su immagini live. 

Non voglio sparare nel mucchio, anche perchè, io per primo ha fatto danni prima di imparare a farne meno, però fare qualche distinguo si può. Intanto bisogna partire dal concetto che noi registi siamo fondamentalmente degli egocentrici e il fatto di non poter “firmare” in qualche modo le riprese ci fa venire l’orticaria. Quindi se vediamo che le riprese di una partita non rispondono ai nostri desideri, cerchiamo di correggere l’incauto collega, il più delle volte combinando danni peggiori. Cosa si può fare per evitare di rovinare ulteriormente la visone al pubblico? A parte il non integrare (che non migliora il programma),secondo me ci sono diversi livelli di intervento. 

Premesso che non si può duplicare il numero delle camere perchè in quel caso cambia nome, non è più un’ integrazione, è una produzione di fatto.Si può, ricevendo il segnale “clean”, cioè pulito, privo di grafiche e personalizzazioni della regia principale, integrarle con una o più fonti di immagini, quali telecamere, contributi registrati o altro. Per fare un esempio, parliamo di una cosa che è in atto in questo momento e cioè la produzione delle partite di serie A di calcio. Ci sono tre Host Broadcaster , Sky, Mediaset e la 7 che si spartiscono le riprese delle partite e che a rotazione, quando le riprese vengono prodotte dall’altro,  integrano con 2 o più telecamere, ed un numero variabile di Rvm che registrano le  telecamere ed un numero altrettanto variabile di segnali diretti delle telecamere della regia principale. 

La cosa che salta agli occhi è la differente matrice, il format, col quale vengono prodotte le partite e le modalità delle integrazioni quanto incidano nel programma finale, quello visto dagli spettatori. Anche se l’origine è comune, quella Mediaset degli anni ’80, l’evoluzione ha preso diverse direzioni:alcune ben precise come quella del periodo “francese” di Tele+, rigorosamente legate ad un format. Altre come quelle di “la 7” , più legate alle idee di un singolo regista, cosa buona finchè il regista in questione produce una sola partita alla volta, ma quando queste aumentano di numero e l’ubiquità rimane prerogativa divina… Mediaset rimane nel mezzo, figlia dell’idea primaria di ripresa simile a quella inglese, ma con le smanie di dover dimostrare di essere più brava delle altre e con i rischi che questo comporta. E le integrazioni vanno di pari passo: Sky interviene molto nel pre e nel post partita, mentre durante si limita ad aggiungere eventuali immagini che aggiungono (e non sostituiscono) alle originali. L’unico caso di “sostituzione” avviene quando sul segnale master ci si attarda troppo, a palla in gioco, su replay o inquadrature strette e si inserisce la cam 1 (proveniente dalla regia principale), per non perdere il gol o fasi significative della partita. Per il resto del prodotto, dovrebbe essere buona grazia mantenere omogeneo il segnale prodotto dall’Host (anche se i brufoli prudono) anche perchè la lettura del pensiero non rientra nelle prerogative registiche e quindi l’errore è sempre dietro l’angolo. 

E’ vero che ci si conosce quasi tutti, tra noi (è un mondo piccolo, come quello Guareschiano) e che ognuno di noi ha un’impronta facilmente riconoscibile, però, hai visto mai, una crisetta di pazzia ogni tanto può capitare… Altra storia quando si lavora tutti dalla stessa parte della barricata e quindi, con briefing, controbriefing e superdoublecheck, si decidono le modalità di ripresa e quindi l’integrazione. Normalmente in questo modo limiti molto le possibilità d’errore (ho detto limiti, non elimini, la Legge di Murphy è lì apposta). 

INTERVALLO …

Qualche luna fa…

Oggi è una giornata flat, piatta. Quelle dove fai tutto quello che pensavi di fare, per poi renderti conto che avresti potuto fare molto di più. A contribuire anche il lavoro che non presenta particolari picchi d’interesse visto che questa settimana è priva di tutti i campionati che Sky sta seguendo: calcio, Champions, Europa League, Formula 1, Moto GP… solo qualche rubrica e poco altro. Mettendo assieme le due normalità si ottiene un piattume anormale e in questi casi bisogna avere la forza di inventarsi le cose da fare. Come vedete la normalità permea anche questo post, che non brilla di luce propria… Domani andrà meglio.

il buongiorno si vede alla sera…

specchio, specchio delle mie brame…

Perché le cose possono andare bene dal mattino, è come proseguono che conta. Cominci una giornata tiepida, soleggiata, a spasso con il tuo cane, che si comporta bene, quasi perfettamente. Poi vai al lavoro, si, trovi un pò di traffico in tangenziale ma neanche tanto e poi comincia il circo per trovare un parcheggio che si palesa dopo mezz’ora buona di giriingiro attorno alla sede di Sky. Mensa all’ora dei pensionati (quando apre, cioè a mezzogiorno), e poi quattro chiacchiere nell’ufficio dei sindacati per farmi spiegare com’è la situazione per chi è in caccia di pensione come me. Minimo un’altro annetto me lo devo smazzare, come minimo e poi sperare che abbiano legiferato nel modo giusto nel frattempo.

MINIMALIA E MAXIMALIA

CIOE’ COSE PICCOLE E COSE IMPORTANTI…

Punto di vista differente…

Svegliarsi alla mattina con l’ormai solita alba esagerata che ha preso il posto di quelle opalescenti , se non grigie, tipiche dell’hinterland milanese/brianzolo. Poi ricordarsi dell’ennesima figura di menta fatta dalla tua squadra di basket del cuore schiantatasi contro se stessa piuttosto che contro i suoi avversari nella solita partita secca che non sappiamo gestire, quindi fuori dalla Coppa Italia. A seguire, trovarsi a sorridere per il solito rumorosissimo sbadiglio che Mou emette prima di andare a scroccare il primo biscotto della giornata da mia suocera che sta facendo colazione, masticato in modo altrettanto sonoro… Poi realizzare che si sta avvicinando quella che potrebbe essere l’ultima partita di basket diretta come regista di Sky per due motivi tecnicamente molto validi: al momento, a parte l’Nba che riceviamo così come viene fatta dagli Usa e le partite di qualificazione della Nazionale ( che si concludono, dentro o fuori, la prossima settimana) non ce ne sono altre da fare. Ed i contratti in essere non sono in scadenza. L’altro motivo potrebbe essere il super discusso “quota 100” che, se valido e non troppo penalizzante, potrebbe diventare possibile l’anno prossimo il che mi metterebbe di fronte a molte scelte e prospettive sicuramente nuove…
Ah, e mentre sto scrivendo, il mio cagnolone si è sdraiato dietro la mia sedia, in una muta dichiarazione del tipo ” io ti aspetto, ma guarda che mi devi portare fuori… è ora”…

Vado!

GRAZIE!

Natale in famiglia ’18

… per una giornata serena, prima con la tradizionale apertura dei doni, seguita dal primo pranzo natalizio in famiglia dopo tanti anni in cui eravamo gli stessi che mangiavano insieme ogni giorno, per “concludere” la giornata lavorando fino alle tre di notte, insieme ai colleghi/amici del basket a Sky. Un Natale Nba che si è snodato dalle 18 sino e oltre le 6.00 a.M. Fortunatamente l’ultimo studio si è concluso intorno alle due e mezza, lasciando qualche ora di sonno in più. Ma è la serenità, vera anima del Natale che ha permeato tutta la giornata, sottolineandone il vero senso. Il ritrovarsi, lo stare insieme sia in famiglia che sul lavoro .

per questo,

Grazie