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Aspettando Noah

Non capita tutti i giorni di aspettare un nipotino, sopratutto se è il primo! Le emozioni sono tante, confuse ed è difficile metterle in fila secondo un filo logico, quindi rimangono confuse ma comunque tutte positive.
Certo, finché non nasce ci sono ovvie preoccupazioni: se mi stanno leggendo dei nonni già vaccinati sicuramente sapranno cosa intendo e sapranno anche che le paure, una volta nato si dissolvono come neve al sole…
Siamo nella settimana conclusiva, a detta dei medici, quindi questo post diventerà obsoleto nell’ arco di poco tempo (speriamo…), quindi devo sparare fuori tutte le emozioni di un futuro nonno con tutto quello che consegue.
La cameretta è pronta sia da mia figlia che da me: Noah condividerà il mio studio con i suoi attrezzi da bimbo ed avrà una stanza tutta sua nella casa di Claudio e Marty.
Siamo pronti a quelle due settimane che vedranno l’attesa, la nascita e il primo impatto con il mondo fuori dal caldo pancione di mamma del bimbo. Forse…

I CASI SONO DUE… O TRE… O ENNE…

A proposito di che cosa?
Di fare un consuntivo di quest’anno. Io. personalmente sto tra color che son sospesi, per citare il Poeta, L’anno l’ho vissuto in mezzo a diverse situazioni, alcune belle, altre meno, molte in mezzo.
Il fatto di avvicinarmi alla nonnitudine per esempio è ovviamente più che positivo: è meraviglioso. Il fatto che la ristrutturazione della casa di mia mamma sia in ritardo di più di sei mesi, non è cosa positiva. Colpa di quella solenne idiozia che è stata il superbonus 110, che ha impegnato tutti quelli che lavorano nell’edilizia e anche quelli che non ci avevano mai lavorato sino ad allora…
Poi sull’occupazione del tempo da pensionato ( e lì la colpa è sicuramente solo mia) che oscilla tra un ricominciare diverse occupazioni, leggi golf da una parte e la radio dall’altra.
In tutto questo c’è la scomparsa della mamma di Nadia, che se n’è andata quando il traguardo dei 90 era poco distante: tanto dolore, e quella parte, ancora più difficile perché ti costringe a farlo trattenendo le lacrime, di pratiche legali inevitabili…
Adesso sono all’alba (o meglio, al tramonto) del 31 di Dicembre a fare i conti di questa annata: un dieci giorni di vacanza in quel di Cefalonia, bella, molto diversa dalle altre isole greche.
Architettonicamente molto veneziana, gastronomicamente un mix di greco e italiano, un sacco di gatti e gattini che fortunatamente vengono trattati bene e la pancia è quasi sempre tondeggiante. Ti viene la voglia di portartene qualcuno a casa ma il problema è come, visto che anche in Grecia la burocrazia è ben consolidata e le pratiche sono ingombranti e lunghe.
Ora si conta alla rovescia , mia dannazione, perché lo faccio dal 1982 , da quando lavoro in tv, per l’arrivo del 2024 che vedrà arrivare anche un nipotino.

giornatina piena?

prima uscita ore 6:30… prima dell’alba

Quando si dice non essersi seduti un momento, è un falso vero (o un vero falso). Perché svegliarsi alle sei e portare fuori con le prime luci dell’alba (bellissime, tra l’altro) Mou a fare i suoi bisogni a tempo di record, per poi ritrovarsi con Martina per andare al Pronto Soccorso di Vimercate per un’otite acuta e lì passare almeno tre ore, che non è sicuramente un record, anzi, abbastanza veloci, seduti lo siamo stati. Tra una sala d’attesa e l’altra… Finito il tutto, si torna a casa con un plico di diagnosi e ricette mediche, si rimette la pettorina a Mou che si fa un altro giro sino alla farmacia dove noi facciamo il pieno di medicine e lui di coccole da parte dei farmacisti e si torna a casa per fare da mangiare e poi consumarlo. Finito? Nooo… Poi accompagno Martina fino a casa dove a prendersi le coccole sono Olivia e Spike, i cani di mia figlia ed io un’altro caffè. Una mezz’oretta tra giochi con i cani e chiacchiere e riparto per andare a Milano a trovare mio fratello Gianugo che non vedo da più di una settimana. Benino, anche se ultimamente non accetta più molto volentieri il suo fisioterapista ma di fasi così ne ho già viste altre… Terminata anche questa visita risalgo in macchina e torno a casa con il solito traffico milanese che grazie al sindaco Sala ora si concentra più verso l’esterno della città, dando dimostrazione che l’area B/C è il solo vero fumo (negli occhi) dei lombardi. A casa ci si riposa? Noooo, si porta per l’ultimo giretto , fuori Mou e a seguire, lista della spesa e visita al Gigante, tornando praticamente in contemporanea con mia moglie che rientra dall’ufficio, carico di borse cartoni di bottiglie. A questo punto, ultimi punti della routine quotidiana, apparecchiare, preparare il tutto e cenare… Direi che non mi posso lamentare per oggi…