Tutti gli articoli di Giancarlo

Milanese di origini Tosco-Emiliane, Regista Televisivo ex Radiofonico, Copy e Grafico nonché felice padre di famiglia.

Aspettando Noah

Non capita tutti i giorni di aspettare un nipotino, sopratutto se è il primo! Le emozioni sono tante, confuse ed è difficile metterle in fila secondo un filo logico, quindi rimangono confuse ma comunque tutte positive.
Certo, finché non nasce ci sono ovvie preoccupazioni: se mi stanno leggendo dei nonni già vaccinati sicuramente sapranno cosa intendo e sapranno anche che le paure, una volta nato si dissolvono come neve al sole…
Siamo nella settimana conclusiva, a detta dei medici, quindi questo post diventerà obsoleto nell’ arco di poco tempo (speriamo…), quindi devo sparare fuori tutte le emozioni di un futuro nonno con tutto quello che consegue.
La cameretta è pronta sia da mia figlia che da me: Noah condividerà il mio studio con i suoi attrezzi da bimbo ed avrà una stanza tutta sua nella casa di Claudio e Marty.
Siamo pronti a quelle due settimane che vedranno l’attesa, la nascita e il primo impatto con il mondo fuori dal caldo pancione di mamma del bimbo. Forse…

Un Blocchetto per Appunti…

Ma piccolo, da tenere sempre in tasca per poter scrivere di getto idee, impressioni , immagini e tutto quello che poi si può sviluppare successivamente.
La memoria a breve è quel che è e va supportata, anche se più che altro è il sovraccarico di idee che complica le cose, sovrapponendosi ulteriormente.
Sentivo per radio un ex collega che raccontava di come certe scelte fatte ( o semplicemente capitate) abbiano portato la propria vita una certa evoluzione che poi ha portato diverse conseguenze e così via.
La mia di vita è una serie continua di Sliding Doors dove il ” se non avessi…” l’ha fatta da padrone.
Se mio fratello non avesse voluto a tutti i costi un fratellino, probabilmente non sarei neanche nato visto che i miei genitori non volevano più rischiare di avere un figlio con le stesse patologie del mio fratellone.
Poi se l’Atelier di mio nonno non fosse finito come è finito, probabilmente tutto il resto sarebbe stato diverso: la casa in centro, forse avrei lavorato in sartoria o forse no, vallo a sapere, siamo in piena fantascienza…
Se fossi andato in un altra scuola, o semplicemente un’altra classe, non avrei fatto amicizia con persone che lavoravano già nelle prime radio private e non mi sarei mai messo davanti ad un microfono.
Non avrei mai conosciuto mia moglie (che era una ascoltatrice) e non avrei mai avuto mia figlia…
Contemporaneamente non avrei mai collaborato con le prime televisioni private, non avrei fatto un concorso Rai e non ci avrei mai lavorato, e , a seguire, nemmeno Mediaset, Telepiù e Sky…
Forse il blocco deve essere con molte pagine!

Sessantotto e non sentirli… per sordità!


Già il fatto di esserci arrivato è cosa buona giusta, doverosa e salutare… E non è scaramanzia: mi ricordo che da ragazzo e non solo allora, guardando i miei genitori e i vari amici di famiglia pensavo se ci sarei mai arrivato…
Il guaio è che mi sento, per usare un termine caro a mio papà, pisquano come allora.
La mia testa è rimasta intorno ai 22 anni e non si è mossa più di tanto.
In compenso se prima dolori e simili erano provocati dalla gioventù e dagli eccessi che per fortuna questa provoca, adesso arrivano da soli… hanno imparato!
Cervicale, acufeni, pressione sanguigna ondivaga, depressione o eccessi opposti, mal di schiena, miopia, presbiopia e astigmatismo (quasi il pacchetto completo…), tutto da soli! Sono diventati bravissimi.
Poi sono di compagnia, perchè quando lavoravo ero occupato dalle mille cose che ti passano per la testa, incazzature con capi e capetti varii , risoluzione dei problemi di lavoro e non, mentre adesso che sulla mia agenda posso scrivere che tempo fa, dove sono andato con i miei pelosoni, qualche scadenza di pagamento al massimo, ci pensano loro a darmi da fare, compresa le scaletta delle pastiglie da prendere alla mattina a colazione e la sera a cena…
C’è una cosa che vorrei ricuperare e che mette un poco in crisi tutto il resto: la memoria, o meglio, la capacità di richiamo della memoria.
Perché per i fatti loro le cose riemergono, ma se le cerchi in particolare ti scontri spesso su dei piccoli muretti a secco che bloccano la strada e allora devi cercare delle scorciatoie che non sempre portano nella direzione giusta.
Riprendo questo post dopo un giorno di festeggiamenti, auguri social (grazie a tutti per gli auguri) e auguri di persona e dopo essere passato nel giorno successivo che fino a pochi anni fa comprendeva la tradizionale telefonata al mio fratellone maggiore per il suo compleanno. Sono andato a farglieli di persona, purtroppo al monumentale di Milano, dove riposa dopo che il Covid nel 2020 se l’è portato via. Era una tradizione quella degli auguri a 24 ore di distanza , anche se in realtà erano 9 anni e 364 giorni e circa 12 ore che ci separavano. Sono stato il regalo per il suo decimo compleanno, ed è difficile uscire da questo loop di festa per il compleanno e il giorno dopo…

I CASI SONO DUE… O TRE… O ENNE…

A proposito di che cosa?
Di fare un consuntivo di quest’anno. Io. personalmente sto tra color che son sospesi, per citare il Poeta, L’anno l’ho vissuto in mezzo a diverse situazioni, alcune belle, altre meno, molte in mezzo.
Il fatto di avvicinarmi alla nonnitudine per esempio è ovviamente più che positivo: è meraviglioso. Il fatto che la ristrutturazione della casa di mia mamma sia in ritardo di più di sei mesi, non è cosa positiva. Colpa di quella solenne idiozia che è stata il superbonus 110, che ha impegnato tutti quelli che lavorano nell’edilizia e anche quelli che non ci avevano mai lavorato sino ad allora…
Poi sull’occupazione del tempo da pensionato ( e lì la colpa è sicuramente solo mia) che oscilla tra un ricominciare diverse occupazioni, leggi golf da una parte e la radio dall’altra.
In tutto questo c’è la scomparsa della mamma di Nadia, che se n’è andata quando il traguardo dei 90 era poco distante: tanto dolore, e quella parte, ancora più difficile perché ti costringe a farlo trattenendo le lacrime, di pratiche legali inevitabili…
Adesso sono all’alba (o meglio, al tramonto) del 31 di Dicembre a fare i conti di questa annata: un dieci giorni di vacanza in quel di Cefalonia, bella, molto diversa dalle altre isole greche.
Architettonicamente molto veneziana, gastronomicamente un mix di greco e italiano, un sacco di gatti e gattini che fortunatamente vengono trattati bene e la pancia è quasi sempre tondeggiante. Ti viene la voglia di portartene qualcuno a casa ma il problema è come, visto che anche in Grecia la burocrazia è ben consolidata e le pratiche sono ingombranti e lunghe.
Ora si conta alla rovescia , mia dannazione, perché lo faccio dal 1982 , da quando lavoro in tv, per l’arrivo del 2024 che vedrà arrivare anche un nipotino.

Siamo alle solite…

Ero ripartito così bene … !
Due post a distanza di nemmeno una settimana, non sembrava vero… Sono già ritornato sul mesetto di distanza e nel frattempo sono successe cose, la maggior parte delle quali è meglio non tirarle in ballo. Il fatto che ci avviciniamo alle Festività è forse una delle cose positive, se positivo è il fatto di spendere tanti soldi per doni e perdere di vista i valori reali di questo periodo.
Sarebbe bello per esempio che il mondo si calmasse un attimino, o magari per più di un attimo. Dici che sembro una partecipante a Miss Italia : “.. la pace nel mondo..”! E chi è che non la vuole a parte i mercanti di armi, i fanatici religiosi e non e quelli via di testa.
Da queste parti si continua il tran-tran pensionistico, fatto di uscite coi miei amici a quattro zampe poi visite al campo pratica del golf dove passo il tempo a litigare con i drive e sono amico dei ferri, oppure a tentare di rimettermi a chiacchierare davanti ad un microfono o (quando mi ricordo, appunto) scrivere sui miei due siti https://www.giancarlofercioni.it o http://www.fercioni.com .
Il resto del tempo?
Mani piene, come si dice adesso: faccio finta di niente, per scaramanzia, ma il fatto della mia prossima nonnitudine comincia a riempire le giornate. Modifiche alle case per creare spazi utili al nuovo arrivo, pensare a tutte le cose che serviranno sopratutto i primi mesi e pensare alle emozioni che darà a tutti noi.
Mi sembra abbastanza per un post, no?
Cercherò di scrivere un pò più di frequente, promesso!
Bye

Grigio e grigiume…

Qualcuno penserà che si tratta della stessa cosa, e invece no.
Guardo dalla finestra in questi giorni autunnali e ci sono buone possibilità di vedere il cielo grigio, che a sua volta ti genera un umore grigio e prese di posizione allineate al colore in questione. Il positivo è raro incontrarlo in questi casi, perchè è di colore chiaro e sopratutto colorato , mentre il negativo con l’autunno ci sguazza…
Il grigiume è invece uno stato d’animo collettivo, provocato dal grigio comune: quello generato da quello che leggi sui giornali, che vedi e senti in tv e sui web, che ascolti alla radio e, purtroppo che descrivono quello che accade nel mondo in questi tempi.
Perchè è facile in questo momento grazie alla comunicazione superrapida avere ogni tipo di notizia, vere o false che siano, ma sopratutto che devono generare “click” e una bella notizia o una vera raramente generano interesse.
Adesso le notizie sono proposte con titoli che una volta venivano usati nei quotidiani del pomeriggio, quelli che strillavano qualcosa che doveva portare il lettore a proseguire con l’articolo che spesso non aggiungeva niente o quasi alla notizia.
Il contenuto poi, allora e adesso, è vuoto, non c’è niente o quasi e quel poco che c’è è negativo, uguale a mille altri trafiletti o articoli che non spostano l’interesse per niente.
Quasi quasi rimpiango i “pallini”, quelle notizie condensate in poche righe che ti davano la notizia, il più delle volte frutto di note d’agenzia o di un piantone in questura che ti faceva un sintetico riassunto della nera del giorno…
Finale grigio? No. Mai. Ho imparato dalla buonanima di mio papà che c’è sempre, anche nelle peggiori situazioni, qualcosa di cui sorridere e che ti porta a sperare in qualcosa di più colorato.

Si, vabbè… avete ragione

Trasformare un Blog, che teoricamente dovrebbe essere non dico quotidiano, ma per lo meno voce dei pensieri ed idee del momento, quindi abbastanza frequente, in un mensile non è proprio l’ideale…
La scusa che la pensione crea questo effetto di scollamento del tempo che passa non va bene.
Non va bene perchè significa che i giorni non hanno più un impronta specifica, che ogni giorno ha delle piccole differenze che sono così piccole da non essere registrate come tali e quindi perse.
D’altronde si arriva ad un punto in cui tutto ciò emerge e si sente la necessità di fare il “qualcosa” che differenzia la giornata, che dia un segno, un’impronta e allora , come un accumulatore compulsivo, si affastellano le idee e tutti quei supporti che servono (teoricamente) per metterle in pratica.
Esempio: tastiera per ricominciare a suonare, oppure mazze da golf per riprendere a giocare, o anche tutta l’aggeggistica che serve per rimettersi a trasmettere per radio (ora in streaming)…
La tastiera, più per una scomodità logistica la uso poco, ripromettendomi che quando riordinerò lo studio, sarà in pole position…
Le mazze da golf sono da poco tornate a fare il loro lavoro, anche se su due secchielli da 50 palline, quelle uscite correttamente dalla piazzola sono il 10%. Le altre sono andate un pò qua , un pò la, un pò a destra e un pò mancate proprio (le prime).
La radio è quasi pronta: mixer, microfono e cuffia, pad per generare musiche ed effetti ci sono. Manca il collegamento per il quale occorre qualcuno che lo instradi correttamente e poi si tornerà a sentire il Gianparlo trent’anni dopo.
Quindi, promitto repromitto e iuro, oltre a reggere l’infinito futuro, anche il blog riprenderà vita.
Parola di lupetto.

RITORNO AL PASSATO…

Vale soprattutto per i maschietti , ma probabilmente c’è anche l’equivalente femminile…
Da bambini in spiaggia chi erano i più invidiati? Quelli che erano i più gettonati come amici di gioco?
Facile: quelli che avevano gli “attrezzi da lavoro”, leggi camioncino per la sabbia, la gru per scavare e spostarla sul camion, oppure le betoniere dove mettere il “cemento”.
Non importa che con una paletta e un secchiello si faceva prima, vuoi mettere la soddisfazione di poter manovrare la scavatrice e ribaltare il cassone del camioncino per fare poi il solito castello, mai diverso dagli altri.
Poi passa il tempo, cambiano gli interessi, si mettono in moto gli ormoni e la vita prende direzioni differenti. Affetti, lavoro, passatempi e poi , fortuna e Padreterno permettendo arrivi alla pensione.
Quel momento che hai pianificato da anni, hai immaginato da tempo, hai fantasticato tantissime volte…
Quando arriva poi tutto si rimescola, si mischia e passi il tempo per decidere quale delle cose che hai immaginato puoi fare. Nel frattempo ti metti a guardare quello che fanno gli altri, quelli che hanno ancora un’attività.
Non si capisce perché, ma soprattutto chi fa un lavoro manuale è più interessante degli altri. Quindi chi lavora all’aperto, in cantieri, sulle scavatrici… sulle gru… guidando camion carichi di qualcosa da scaricare, oppure meravigliose betoniere e le gru ormai radiocomandate da terra.
E si torna bambini…

P.S. Nel cercare un’immagine buona per questo post ho trovato dei camioncini fantastici… quasi, quasi me li compro!!!

Il fiume scorre lento…

…Oppure molto veloce , al punto che non ti rendi conto di quanto lo sia.
A giorni sono due anni che sono sulla gobba di Aigor Inps e non ho ancora combinato nulla di quello che volevo fare o di quello che comunque avrei potuto fare.
Non è una bella cosa per uno che per lavoro o per voglia è sempre stato iperattivo. E’ vero che alcune cose non sono colpa di nessuno (o per lo meno né mia né di Nadia)… Ovviamente mi riferisco alla ristrutturazione della casa di mia mamma a Milano, già cominciata male a causa di quella bufala del Bonus 110 mai partito per quella casa, che emotivamente o fisicamente mi ha fatto trascinare tutte quelle piccole cose che volevo fare. Sicuramente è stata anche una buona scusa, ma altrettanto sicuramente se non avessi avuto enne riunioni condominiali, bienne riunioni con architetto, trienne riunioni con l’impresa edile e tutte le volte che sono andato a Milano per vedere i lavori al rallentatore, avrei avuto la testa più sgombra per fare altro.
Poi ho questa idea (che continua a rimanere mezza) di trasmettere da casa riprendendo la mia vecchia passione per la radio accantonata da 28 anni. L’altra mezza rimane bloccata per motivi “tecnici”… Sembra paradossale ma pur avendo, tra radio e tv lavorato per 46 anni, io non passerei neanche l’esame base della “Scuola Radio Elettra“. Quello che so fare l’ho imparato con il sistema empirico: provando, leggendo, riprovando, sbagliando, correggendo e riprovando. E la stessa cosa vale per i computer, web e paccottiglia varia. Quindi, quando mi vedrete o su YouTube o mi sentirete/vedrete su qualche radio, vorrà dire che la formula magica l’avrò trovata…
Quindi
A rivederci…

A furia di osservare, più non fare…

Penso che sia una delle conseguenze più comuni dell’essere in pensione, per lo meno nei primi tempi. Ti trovi dopo quarant’anni in cui ti sarebbe piaciuto stare fermo, nei successivi (speriamo almeno trenta…) in cui stai fermo e non ti piace nemmeno per un pò… Poi se aggiungi che per riflesso cominci mille cose senza concluderne una o quasi e questo ti smonta ulteriormente. Allora diventa importante selezionare le cose che ti piacerebbe fare seriamente dalle minchiate, possibilmente che siano fattibili.
Perchè c’è anche il problema che mamma Inps non è che dispensi milioni proprio a tutti, anche se a qualcuno forse si e, per esempio, comprare una casa su un isola semideserta non so se rientri nel budget , così come una barca per viaggiare su tutti i mari navigabili…Inoltre, con grande sgomento ho scoperto di non rientrare nell’asse ereditario della buonanima del Presidente e quindi anche lì non si batte cassa!
Quindi passatempi sì, attività anche ma che rientrino nell’Umarellbudget perchè se no siamo da capo. Vogliamo anche aggiungere a tutto ciò che tutto il resto del mondo continua a girare, nel bene e sopratutto nel male, e che quelli che erano problemi quando si lavorava, ora ci sono lo stesso ma sembrano più grossi…
Quindi devo decidermi a scegliere: ho una sacca nuova di mazze da golf regalatami da moglie e figlia e devo iscrivermi da qualche parte per vedere se il giovane giocatore di 50 anni fa è ancora in grado di swingare, approcciare e pattare o si troverà a zappare…
Ho un pianoforte elettrico di buona qualità che mi guarda alla destra di questa scrivania e la tastiera mi tenta tanto, ma le mani che una volta coprivano quasi una decima (N.d.A: una decima sono dieci tasti, per fare un esempio, dal Do al Mi dell’ottava successiva), ora arrivano a un’ottava scarsa. Per non parlare della mobilità delle dita…! Ma le scommesse a me piacciono!
Altra idea: ricominciare a mettere voce e idee al servizio di un microfono, e di una radio. Il microfono c’è come avete visto, sto cercando di trovare chi voglia un vecchio catamarano come il GianParlo, ultimo nome con il quale ho trasmesso fino ai primi anni ’90.
Poi c’è la mia vecchia passione del basket e dello scriverne più o meno a proposito, e lo scrivere in generale e questo Blog ne è la dimostrazione, non ho mai smesso di farlo: qui (www.giancarlofercioni.it) e su www.fercioni.com.
Carne al fuoco ce n’è, l’importante è cuocerla bene…

Giancarlo Fercioni