MetereOantipatico

Pont de peder, il ponte di pietra al Parco di Monza

“...La meteoropatia, dal greco μετέωρον e πάθος, è un termine che sta a indicare un insieme di disturbi psichici e fisici di tipo neurovegetativo che si verificano in determinate condizioni e variazioni del tempo meteorologico o delle condizioni climatiche stagionali…” (Wikipedia)
Giusto così, per cominciare con una definizione, che fa tanto figo e acculturato… Durante un giro, il solito giro della mattina, insomma la passeggiata con Mou, per capirci, esco e mi trovo anzi, ci troviamo, sotto un cielo lattiginoso, un sole pallido e smorto. Immediatamente crolla tutta la buona volontà di partire con un sorriso, di cominciare bene la giornata… Arriviamo indenni, sino all’entrata del parco dall’ingresso del dosso, quello piccolino che si apre su prati grandissimi. Purtroppo non riesco neanche a portare Mou a giocare con gli altri cani vicino all’ingresso del parco. La buona volontà c’era, ma una signora, neanche in modo maleducato, mi ha ricordato che il suo cane, anzi la sua cagnolina non andava d’accordo con Mou e quindi ho visto sul suo muso la tristezza, visto che pregustava i giochi che avrebbe fatto con gli altri suoi amici… Capita! Poi facciamo le rive del Lambro dove stanno ammonticchiati tanti alberi spezzati dalla intemperie e tagliati … È sempre un posto affascinante, con questa luce, potrei dire anche un po’ tetro, comunque è un giro che vale la pena di fare spesso. Tra una radura e l’altra avanziamo in mezzo alla natura, il sole è sempre pallido. Adesso stiamo costeggiando le mura del parco facendo attenzione a non inciampare nei miliardi di rami che sono ammonticchiati (parola grossa, più che altro mollati in giro) , alcuni addirittura messi di traverso sui sentieri costringendoci a scavalcare modello barràge a cavallo… Dove voglio andare ? In senso fisico a casa mentre in senso traslato su quello che vi sto raccontando non lo so neanch’io quindi continuiamo il nostro giro e se succede qualcosa poi , ve lo racconto.

Ma che bella giornata…

Zio Ferc

Quando ti svegli alle 3:45, con tosse di tua moglie che per fortuna non si risolve o meglio si risolve senza niente di particolare. Quando stai per riaddormentarti, Mou comincia andare in agitazione, ad avvicinarsi verso la porta a fare il classico verso, di quando deve vomitare… E allora via! Mettersi pantaloni della tuta, maglietta, giaccone, scarpe e fiondarsi giù con il cagnone… Cagnone che, vuole fare il giro dell’isolato, annusa a destra e sinistra, e non fa un tubo… Si torna casa e mia moglie , per fortuna, si è riaddormentata, ronfa clamorosamente, e tu non ti riaddormenti più. Cominci a guardare il telefonino, l’iPad, il soffitto, e il muro, il cane che dorme pure lui, e ti addormenti dopo un’ora e mezza quando gli altri si alzano… Ma che bella giornata!

MINIMALIA E MAXIMALIA

CIOE’ COSE PICCOLE E COSE IMPORTANTI…

Punto di vista differente…

Svegliarsi alla mattina con l’ormai solita alba esagerata che ha preso il posto di quelle opalescenti , se non grigie, tipiche dell’hinterland milanese/brianzolo. Poi ricordarsi dell’ennesima figura di menta fatta dalla tua squadra di basket del cuore schiantatasi contro se stessa piuttosto che contro i suoi avversari nella solita partita secca che non sappiamo gestire, quindi fuori dalla Coppa Italia. A seguire, trovarsi a sorridere per il solito rumorosissimo sbadiglio che Mou emette prima di andare a scroccare il primo biscotto della giornata da mia suocera che sta facendo colazione, masticato in modo altrettanto sonoro… Poi realizzare che si sta avvicinando quella che potrebbe essere l’ultima partita di basket diretta come regista di Sky per due motivi tecnicamente molto validi: al momento, a parte l’Nba che riceviamo così come viene fatta dagli Usa e le partite di qualificazione della Nazionale ( che si concludono, dentro o fuori, la prossima settimana) non ce ne sono altre da fare. Ed i contratti in essere non sono in scadenza. L’altro motivo potrebbe essere il super discusso “quota 100” che, se valido e non troppo penalizzante, potrebbe diventare possibile l’anno prossimo il che mi metterebbe di fronte a molte scelte e prospettive sicuramente nuove…
Ah, e mentre sto scrivendo, il mio cagnolone si è sdraiato dietro la mia sedia, in una muta dichiarazione del tipo ” io ti aspetto, ma guarda che mi devi portare fuori… è ora”…

Vado!

MA L’ERA SABET, E L’ERA PIEN DE GENT…

Midori, nuova vicina di casa

C’era anche lei nel “giro grande” ( per distinguerlo da quello piccolo o dell’isolato). Cucciolina di pochi mesi, buffa come solo i cuccioli sanno essere. Oggi super passeggiata al Parco, nei pressi del Golf all’ingresso di S.Giorgio, arrivati fino all’autodromo, passati sotto la vecchia pista soprelevata e costeggiato tutto il Lambro all’interno del parco. Poi, per non farci mancare niente e siccome , come dice il titolo , preso da una vecchia canzone dei Gufi, dopo un pò, “… l’era pien de gent …” siamo usciti e ci siamo fatti il giro delle cento chiese, pardon, delle cento aree cani. Per un totale di quasi tre ore di passeggiata e otto chilometri lineari, pari a 10/12 canini (zigzagando…). Oggi tempo tiepido, soleggiato in modo non fastidioso, quindi teoricamente una buona mattinata. Teoricamente.

DOMENICA E’ SEMPRE DOMENICA…

Riciclo

la foto è di un mese fa ma l’alba di stamattina era praticamente uguale, e segue una giornata molto meno entusiasmante, al punto che a parte la tosse, il raffreddore, la cervicale e magagne varie, non è degna di essere ricordata per poco altro. neve squagliata grazie ad uno sciocco scirocco, quindi fango dove c’era neve . Passeggiata con Mou senza particolari cose da ricordare e unica cosa degna di nota l’aver ravanato ( leggi cercato nel disordine) dentro una vecchia scatola piena di foto e cose alla rinfusa e tra le altre cose aver trovato questo:

vecchio biglietto MM da obliterare…

Addirittura la vecchia versione non aveva un lato già fustellato e si poteva usare due volte, perché le macchinette che si mangiavano e timbravano il biglietto spesso non erano tarate bene e bastava girarlo… Mi hanno detto , perché io no l’ho mai fatto.. Io no, mai… 🙂

SOTTO LA NEVE, CANE (2)

Mou snow

Finalmente, una nevicata che può essere chiamata tale… Anche se non durerà per molto, vale la regola del piùtost… Io contento, cane pure, bambini anche… Mamme e automobilisti ansiosi un pò meno, ma va bene così: se non altro le mamme con Suv oggi scoprono a cosa può servire la macchina che usano ( a parte lasciarle in mezzo alla strada bloccando tre quarti di carreggiata…) per portare i bimbi a scuola. Bambini che sarebbero, oggi più che mai, andati a piedi volentieri… Vuoi mettere? Io, personalmente ho un’affinità assoluta con la neve, che cancella qualsiasi tipo di problematica. Penso tutti i padroni di cani, siano allineati in questo senso…

Trovarsi in mezzo a panorami di questo genere appiana ogni tipo di ansie, rilassa e ti mette in pace con il resto del mondo.

Sotto la neve…cane

Mou durante la nevicata del 2015…

Oggi sembrava che dovesse essere simile a questa situazione… Per ora no. Inizio di fioccamento ma più no che si. Le premesse ( e le promesse dei meteorologi) dicono che tra oggi e venerdì dovremmo vedere neve anche in quantitativi discreti. Io ci spero. So che non molti sono in questo ordine di idee e per giustificati motivi (tra i quali il traffico, il ghiaccio ecc.), però l’impressione di pulito, l’aria effettivamente più limpida, il tornare un pò bambini, sono tutti motivi buoni e validi per sperare nell’acqua a 0 gradi…. D’altronde, io sono nato poco prima della grande nevicata del ’56, mi sono sposato appena finita l’altra grande nevicata del secolo, quella dell’85, è abbastanza normale che abbia familiarità con questa magica sostanza. Volete mettere la bellezza di passeggiare in un parco completamente imbiancato, vedere i bambini e i cani che si divertono in mezzo alla neve? Neve tutta la vita, ragazzi.

Il tramonto sul basket o…

ura del Parco di Monza
Il tramonto del basket

… del mio basket: quello dell’identificazione totale con la tua squadra. Squadra che, come una famiglia, aveva i suoi capisaldi, e come in una famiglia, poteva avere qualche cambiamento, ma minimo.. Ora, grazie alla Bosman e a regole che deregolamentano, le squadre cambiano al punto di non essere, da un mese all’altro, riconoscibili. Un tempo si diceva “ si può cambiare moglie o marito, ma mai la squadra del cuore “. Ora è stravolta dall’interno la squadra: è lei che cambia. Come una vetrina che esponeva salumi e gastronomia e il giorno dopo sanitari e ferramenta. Difficile farsi un panino coi bulloni e chiavi inglesi… Se distogli per un qualsiasi motivo l’attenzione dal campionato per qualche settimana, quando torni fai veramente fatica a scoprire quello che è successo, partendo dallabase per finire al vertice. Sicuramente questo accade per l’accelerazione che tutte le cose subiscono grazie ai mezzi attuali. Guai distrarsi!

luci a s.siro…

la nevicata dell’85

A volte una canzone ascoltata per caso, da una radio, da un vecchio iPod, da una finestra, rimette in moto quel meccanismo terribile/meraviglioso dei ricordi. E ti ricordi da dove vieni, le tue origini, il tuo passato, il bello e il brutto e quando. E come ti senti bene quando ti trovi in certi posti e come questo ti faccia sentire male, perché i posti sono cambiati e la gente spesso non è più la stessa. Io sono nato a Milano, con origini lombarde, toscane e emiliane. Un mix che non mi dispiace, che mi ha aiutato ad affrontare una vita che sinora è stata (come tante) fortunata in una buona parte, tosta da affrontare in altri momenti. Una miscellanea per la quale devo ringraziare dei genitori meravigliosi, che mi hanno insegnato ad affrontare le cose nel modo giusto: sdrammatizzando quando è il caso, ma affrontandole comunque. Pensando che dietro ogni problema c’è un lato poco serio… Sotto un completo firmato c’è sempre qualcuno in mutande. Poi l’importanza di quello che ti possono comunicare i ricordi, quindi farne tesoro, usarli come base per costruire il resto della tua vita. Oggi filosofia spicciola a manetta…

oggi com’è?

Spettinicchio…

Giorno strano, strana tempora currunt… Inquinamento a manetta, la “nevicata” ha prodotto due fiocchi due, forse tre e non è stata d’aiuto a nessuno. Le nostre montagne sono come le vedi a Giugno, a parte il Monte Rosa che coi suoi quattromila e passa metri ci mancherebbe non fosse innevato. Si scia lo stesso, per chi si fa andare bene le piste con neve sparata, ma a me non garba… Mi piace andare in montagna e vedere bianco dappertutto, anche perché essendo uno scarsone, ho bisogno di vie di fuga… In ogni caso, la mia stagione sciistica fa il paio con quella di basket: anche lì, a parte la regia delle partite della nazionale maschile e femminile per le qualifiche, mi pare 7 o 8 in un anno, non ho frequentato i palasport. Se nevica quasi quasi vado al palasport… Idee confuse…

Sito così è se mi pare… di Giancarlo Fercioni