COME SCRIVERE UN DISCORSO DI UN PADRE AGLI SPOSI…

Marty e l’abito…

Proviamo ad immaginarci la location, cioè dove siamo e in che contesto dovrò dire tutto quello che penso degli sposi, di mia figlia, del suo futuro marito e di quello che mi butterà fuori il cuore. Dovrei essere in parte contento e in parte … sapete quando c’è nei cartoni animati il fumetto con tutti quei segni incomprensibili? Ecco quello stato d’animo ! Come da cartone animato. Poi mi rendo conto che mia figlia è felice, che lo è anche Claudio e la parte incomprensibile si attenua fino a dissolversi completamente. Mi rendo anche conto che sino ad ora ho barato: il padre tranquillo e sicuro , la nonchalance, no, non sono preoccupato né emozionato… Balle. L’emozione l’ho tenuta dentro sino a questi momenti, poi lo so che sono vicini, forse più di prima, che non vanno lontano però le emozioni non sai mai che portata hanno, finché non le provi e un mix confuso come questo non è facile da dipanare. E’ una matassa di emozioni dove trovarne i capi non è cosa facile.
Così come pensare tutti i momenti della vita di Martina da parte mia e di Nadia e quelli di Claudio da parte di Roberto e di sua mamma Nadia, contribuisce a complicare le cose se insistiamo con i ricordi: dalla prima volta che ho tenuto in braccio Martina perchè Nadia era sotto anestesia, alle volte che cercavamo di convincerla a mettere i piedini sulla sabbia dove non c’era verso di farla camminare, alle candeline di un compleanno che non volevano spegnersi, festeggiato come quasi tutti i suoi in un villaggio turistico (la fortuna di nascere in pienissima estate)…..Poi l’amore per gli animali, quasi tutti (cavallette a parte), ma i cani e i gatti in particolare: che non so se ti ho passato io o era proprio nel nostro Dna da prima… La capacità di commuoverti con poco o niente, …chissà da chi l’hai presa. E adesso il matrimonio , l’ufficializzazione di un rapporto che sin dalle prime battute a me è sembrato giusto. . Si sa che noi genitori vogliamo vedere sempre il bene per i nostri cari e anche in questo contesto non cambiamo . Quindi ragazzi, è il vostro momento, buona vita!

IN MEDIA STAT METEO

POCO PARCO

Basta poco, vedi… Che so, un giorno senza zanzare, senza caldo asfissiante, con un po’ di brezza, con del verde attorno , poca gente tranquilla, cani, scoiattoli e poco polline per l’allergia. 

Come? Mi accontento di poco? Certo! Mancano 13 giorni al mio ingresso ufficiale nell’umarellworld, un mese al matrimonio della mia bambina, una quarantina di giorni all’unica settimana di ferie prima di riorganizzarmi come libero pensionista e poi si vedrà. Un passaggio epocale per chiunque, sicuramente da vivere nel modo giusto, da affrontare nel migliore dei modi, che al momento, non so ancora quale sia. Certo che le giornate come oggi ti aiutano a metterti nell’ordine di idee giuste. Così come se invece fosse stata di quelle caldissime o piovose o grigie, anche l’umore sarebbe stato più facilmente orientato su quest’ultimo colore… 

Vuoi dire che sono meteoropatico? Appena appena si, anche se cerco di farmi forza e di evitare di cascarci dentro mani e piedi, un po’ come per l’affare dell’ipocondria che mi tiene compagnia da una ventina d’anni. Anche lì vale il discorso dei saggi che dicono : bisogna aver paura, poi vincerla. Applicandolo a tutti i problemi che ci portiamo dietro si riesce a far qualcosa di buono…

ruotiamo la routine

Mou e Sky
Mou e Sky

La mia fonte d’ispirazione (e di espirazione, per fortuna…) accesa e in base a cosa mi propone verranno idee… Per chi non ha letto altri post di questo blog, la suddetta fonte è un vecchissimo iPod da 100 Giga , stracarico di musica mia e di mia figlia montato su una cassa JBL . Accendo l’alimentazione, schiaccio il pulsante random e si parte: la coda di un disco della Love Unlimited Orchestra , quella di Barry White comincia per poi passare a Love’s Theme: ottimo.
Oggi caldo da Lucifero, la nuova altissima pressione africana che sta massacrando tutta l’area mediterranea, quindi le mie pale da soffitto fanno il loro, appena appena. Direte è un post o un meteo? No, sto girando attorno all’argomento che è comunque verte sul tema della fine del lavoro per Sky ( per lo meno, da dipendente, poi si vedrà..) e sul che cosa fare da pensionato. Neanche a fare apposta il cantiere di fianco a casa mia è praticamente terminato e quindi anche l’attività di umarell risulta difficoltosa. La cagnolotta 2, Sky, si è quasi perfettamente integrata sia con la famiglia che con il fratellone Mou, che dotato di una pazienza da Giobbe, le lascia fare e disfare quello che vuole, facendosi rubare cucce, divani, tappetini e quant’altro. Quindi anche da questo punto di vista l’attività è entrata in piena routine… E allora? Allora si deve accendere la lampadina, l’idea deve venir fuori. Potrei tirar fuori dalla custodia che è ancora intonsa, il drone che mi ha regalato a Natale mia figlia e che non ho ancora avuto il coraggio di provare e vedere se sono in grado almeno di farlo partire. Oppure tirar fuori la telecamera pro (frutto di trattative serrate su Ebay) e giocarci un pò. Ora l’Ipod ha tirato fuori un Grease che mi ricorda più che altro i villaggi turistici, che nei programmi di animazione mettono quasi sempre nel repertorio Olivia Newton John e John Travolta nel film icona degli anni’70, quasi ’80.
Finite le Olimpiadi, con l’arrivo in aeroporto di Jacobs, vediamo cosa tireranno fuori dal cilindro le televisioni. Un tempo, prima del balzo tecnologico in avanti dei mille canali satellitari, l’estate era il momento dei repliconi, del meglio di, delle varie “issima”. Programmi che quando facevo ancora l’assistente alla regia, smontavamo e rimontavamo con qualche fegatello per cucirli insieme e dare una certa impressione di novità. Poi capitavano (raramente), programmi nuovi legati ad eventi che costringevano gli autori a fare qualcosa di nuovo. E qui mi viene in mente Emilio’90, in coda al meraviglioso Emilio, sulla falsariga di quest’ultimo che raccontava a modo suo i mondiali di Italia’90, con quasi tutti i protagonisti della redazione più comica della tv.
Mi rendo conto di avere parlato di tutto e di niente… Prometto che la prossima sarà densissima di contenuti

Giancarlo Fercioni

SLOWLY

Sky abbreviazione di Skarlighina

Bisogna ricominciare piano, veramente piano. Sopratutto quando si sta per affrontare un periodo nuovo, forzatamente nuovo. E non è detto che sia per forza bello in tutto e per tutto…

Tra le poche righe precedenti e queste, sono passati più di un mese e mezzo… più slowly di così! In questo periodo , sempre con rischio Covid 19, sono accadute diverse : ho avuto la notizia di essere praticamente già pensionato e non isopensionato, e di conseguenza sono immerso nelle scartoffie che una situazione del genere provoca. Poi , di conseguenza c’è ogni tipo di emozione annessa e connessa. Il sapere di poterti gestire il tempo come vuoi (compatibilmente con impegni familiari) fa a sportellate con il fatto di abbandonare il luogo dove da trent’anni lavoro continuativamente. E non è un conflitto da poco… Poi c’è il pensiero di come impegnare il tempo, visto che la pensione sarà dignitosa ma sicuramente non consentirà di farsi mesi di vacanze alle Maldive o simili. E poi c’è la mezza (forse più che mezza) idea di rimanere nei dintorni del mio lavoro precedente, magari da collaboratore e qui scatta la vexata quaestio: come fare, in che modo, con quale formula fiscale? E allora chiedi a destra e a manca, il che provoca un groviglio di domande senza risposte precise… A stare fermo rischio la letargia: sto passando più tempo sul divano (anche grazie alle Olimpiadi) che i miei cani.
Ding! I miei cani? Ma non era uno? Mou? Nel periodo di astinenza da Blog è successo anche questo: mi sono deciso ad andare presso un rifugio e, dopo un mese abbondante di affiancamento, portarmi a casa una meravigliosa cagnolotta di quattro anni, simil lupetta di nome Sky.
Eh che fantasia nel nome… No, era già il suo, e l’ho preso per un segno del destino… Paurosissima, ma poco alla volta stiamo facendole passare una paura alla volta. Siamo già a buon punto perchè si è impossessata di quasi tutti i posticini di Mou, il quale sta dimostrando una pazienza totale con la nuova arrivata.

Giancarlo Fercioni
(tra poco ex) Regista Sky

ALTRA MUSICA

Sky che si nasconde accuratamente….

Come al solito, quando mi rimetto alla tastiera, lo faccio con un sottofondo musicale di qualche genere, nella maggioranza dei casi con musica da “Boomer” : in questo momento è Annie Lennox ma il sistema di ricerca è quello random, quindi può capitare che subito dopo ci sia un pezzo prog o becero pop… Che poi becero non è sempre, perchè queste playlist sono mie, quindi i miei gusti magari sono un pò datati ma sempre miei sono… Mi sono ripreso un poco ( se ci si può riprendere da una perdita come quella capitata alla mia famiglia), e un pò come terapia e un poco come voglia di riguardarmi in giro ricomincio a scrivere, sperando che qualche amico sia rimasto tra i blogfriends. La giornata è bella, anche se come tutte quelle di questa maledetta pandemia, è uguale a se stessa e tutte quelle che la hanno preceduta. La novità è questa cagnolina che stiamo cercando di affiancare a Mou, vissuta per tre anni in una gabbia di un canile lager del meridione e quindi particolarmente spaventata da tutto e da tutti, cani a parte per fortuna… E’ particolarmente bello vedere i progressi, poco alla volta: la fiducia che pian pianino riemerge, tra uno spavento e l’altro. Gli sguardi che cominciano a cercarti perchè capisce che qui ci sono amici e può trovare aiuto. Lei cerca affetto e noi cerchiamo lei, e da lei abbiamo bisogno anche noi di supporto…
Da sempre il rapporto uomo/cane è sempre stato di mutuo aiuto: dalla preistoria sino ad oggi loro ci hanno dato tutto quello che potevano darci e chiedendo in cambio veramente poco, e molti uomini non hanno dato loro neanche quel poco.

IL GIORNO DELLA MARMOTTA

Ricomincio da capo - Recensione - LaScimmiaPensa.com
Groundhog Day…

Questo era il titolo originale del film , e se c’è anche un solo lettore che non ha mai visto il film, lo racconto in breve : è la storia di un giornalista che inviato in una sperduta località americana si trova a ripetere infinite volte lo stesso giorno con tutte le variabili e gags del caso…
Ecco: io, in questo periodo mi sento così. O meglio: vivo le mie giornate così. Non Ho la radiosveglia che si accende su “I Got You, Babe” di Sonny & Cher ma la sveglia di mia moglie che lei spegne per riaddormentarsi ma che in compenso desta il sottoscritto.
La colazione, sempre uguale, a causa di una dieta e di medicine da assumere durante la stessa: the con due fette due biscottate integrali con marmellata bio, una spremuta composta da due arance e un limone bevuta insieme ad una banana e per finire, una bottiglietta di yogurt liquido insieme ad un pastiglione da assumere a stomaco pieno.
Poi dieci minuti che diventano spesso venti, sdraiato sul divano a cazzeggiare su internet e dintorni prima di lavarmi, vestirmi e vestire Mou, il mio cane e portarlo fuori. Qui, si apre una parentesi d’imprevedibilità: il luogo scelto per il giretto, la durata, l’umore in base agli incontri con gli altri cani ( se amici oppure no…) elettorale eventuali commissioni che vengono quasi sempre rese impossibili dal itinerario scelto. Poi l’auto, la tangenziale, per fortuna il poco traffico dato l’orario, l’ingresso in sede con il controllo della temperatura e la distribuzione della FFP2 obbligatoria all’interno del palazzo. Il lavoro, quando c’è, vista la diminuzione dello stesso causa pandemia e, come da indicazioni, appena finito, si esce e si torna a casa. Altra vestizione, altro giretto con le stesse caratteristiche di quello mattiniero a parte la durata, normalmente inferiore e poi spazio libero per annunci. Se c’è ancora energia si fa qualcosa sennò , modello Andy Capp, il divano è li che aspetta… Poi un eventuale partita in tv (Basket o Calcio che sia) e con risveglio per andare a dormire (?). Nel senso che uno si sveglia dal divano per trasferirsi nel proprio letto. Sonno, sogni e poi … Sveglia di mia moglie che lei spegne per riaddormentarsi me che in compenso….
(-Continua)

RACCOGLIAMO I PEZZI

Ugo e Martina

Lo devo e lo voglio fare… Anche perchè mio fratello scriveva molto bene e non voglio che questa cosa si perda. Il covid me l’ha portato via ma la sua memoria, le cose che ha fatto, le cose che mi ha detto, tutto quello che nonostante la differenza di età abbiamo fatto insieme devono essere portate avanti, con me. Insieme a me. Ho una foto meravigliosa su questa scrivania : lui che tiene in braccio mia figlia ancora piccina e che racconta una delle caratteristiche di mio fratello, la capacità di amare che spesso nascondeva con un’ironia protettiva. Uno schermo che quando ci mettevamo a ricordare il nostro passato e le nostre cose, cadeva e gli anni di differenza si comprimevano fino ad annullarsi.
Proprio adesso che anch’io mi avvicino alla pensione, a quel periodo che ti dovrebbe consentire di rimettere insieme molti pezzi di vita lasciati per strada, sono costretto a vivere di ricordi perchè lui non c’è più. Anche se sono convinto che in qualche modo c’è ancora, insieme a tutti i miei cari. Raccogliere i pezzi, in questo periodo in cui siamo costretti ad evitarci anziché star vicini, diventa una regola, perché questa maledizione visualizzata come un marzianino verde con le ventose può anche farci molto male , ma non può toglierci la capacità di ricordare. Il calore di un pensiero dolce e affettuoso . I medici gli infermieri che hanno curato Gianugo lo ricordano come una delle persone più gentili e disponibili anche nella malattia e questa deve essere la base da dove ripartire.
Ciao fratellone.

SBLOCKDOWN

Forment-air

Ovvero, come riprendere a scrivere sul proprio blog dopo (e durante, purtroppo) una pandemia, una sindrome ansiosa e blocco dello scrittore…
Non è semplice. Perché anche le idee sembrano essere filtrate da una mascherina. Non passano i drop del virus ma neanche le idee da raccontare. Però nel frattempo di cose ne sono capitate: dal uscire poco alla volta da un ipocondria al quadrato generata dall’ansia per poi prendere il coraggio a quattro mani ( le mie e di mia moglie) ed andare in vacanza per una settimana a Formentera, Spagna….
Di questi tempi, dite, la Spagna non è il massimo? Vero, ma l’isola cantata dai King Crimson e dalla cultura Hippy, di fine settembre è già discretamente spopolata in situazioni normali, figuriamoci ora .
Tralascio l’uscita, ancora in corso, dalla sindrome ansiosa perchè chi l’ha vissuta lo sa e chi non l’ha mai fatta non si rende conto di che cosa possa essere. Anche perché ognuno la vive a modo proprio. Parliamo di vacanze, nell’unico hotel rimasto aperto nell’isola, dove a fronte di una capienza massima di 900 persone, ce n’erano 200 o poco più. A prendere il traghetto tra Ibiza e Formentera eravamo in 8 italiani e una trentina strangers… Nell’aereo invece al massimo una trentina. Diciamo che per il distanziamento non c’erano problemi.

Come d’altronde sulle spiagge, già normalmente poco affollate, se c’era una persona a meno di venti metri, la consideravi troppo vicina. Stanza con vista meravigliosa sul mare e sul tramonto, ogni giorno diverso e bellissimo. Il tempo? Sei giorni su sette sole, magari con qualche nuvola di passaggio, ma poi vinceva sempre lui. Il settimo giorno? Ecco, lì il tempo si è vendicato: raffiche di vento oltre i settanta chilometri all’ora e nuvole che cancellavano l’orizzonte sul mare, insomma il tempo ideale per fare le valigie…

tempora currunt

Se dovessi veramente raccontare tutto quello che ho lasciato indietro in questi mesi , arriveremmo a scrivere qualcosa di molto vicino all’Enciclopedia Treccani. Nel frattempo c’è stata un’epidemia ( e non è ancora passata) che ha ridotto male una gran parte della popolazione mondiale, e nel frattempo io l’ho somatizzata come non mi capitava da decenni: ogni sorta di disturbo, provocati e amplificati dalla mia ipocondria e quasi tutti i medici che conosco e visite che potevo fare. Non che adesso sia tornato in perfetta forma ma rispetto a prima ci sono più vicino. L’importante è eliminare la chiave negativa di tutti questi disturbi, riportare la testa e quello che c’è dentro in positivo, affrontare le cose si, ma non vederle solo dal lato scuro, Non è facile perchè nella testa di un ipocondriaco c’è un omino che cerca sempre , appena sei distratto di trovare un lato negativo , nel fisico, nei pensieri e nella prospettiva . Bisogna invece rendersi conto di tutto quello di positivo e bello che c’è. E c’è, fidatevi. Un sorriso, uno scodinzolio, un momento da prolungare . E vaffa all’omino negativo…

confusione….

Questo titolo si sta sempre di di riproponendo, e ci sono fior di motivi… Qualche tempo fa era un’indicazione generica, adesso spesso si ripropone come incapacità di connettere, metttere insieme pensieri e parole con senso compiuto. Se tenete conto che ho sempre avuto presenza e comprensione di quello che mi passa per la testa. Non è una bella cosa… Probabilmente sono queste schifezze chimiche che non aiutano a far girere i pensieri nelle direzioni logiche. Perchè le prendo? Purtroppo ho cominciato per un inizio di sindrome ansiosa trattata inizialmente con un medicinale di origine vegetale che ha tenuto finchè ha tenuto, poi slittato sul chimico, ad un dosaggio che sembrava tenere ma poi aumentato e lì, insieme a visite specialistiche di svariate genere con medici che ognuno ha detto la sua in merito. E da qui, ogni tanto, oggi compreso, esplosioni di panico così per gradire… Ora speriamo che quest’ultimo stia attenuandosi perchè non è stata una bella cosa… Io amo la mia famiglia e non voglio crear loro problemi. Sono qui per aiutarli, non per complicar loro la vita.

Sito così è se mi pare… di Giancarlo Fercioni